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LA NOTIZIA DEL GIORNO

È il turno di Bloomberg?

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Il Partito Democratico fatica a convincersi che il candidato ideale per affrontare Trump sia un “non democratico”. Si chiama Michael Bloomberg

È iniziata la campagna per battere Donald Trump. I Democratici però non sembrano essere partiti benissimo: il disastro organizzativo dell’Iowa è stato imbarazzante e nei dibattiti tra i vari candidati, più o meno conosciuti, non è ancora emerso chi potrebbe provare a far dimenticare la débâcle di Hillary Clinton.

L’establishment dell’asinello, che vuole fermare Bernie Sanders, per ora in testa ma troppo a sinistra per poter vincere, in principio ha puntato sull’ex vicepresidente Joe Biden, per mesi dato per favorito e in cima ai sondaggi, ma adesso in caduta.

Un vero e proprio leader per ora non è emerso e il voto dei moderati al momento continua a dividersi. I due che hanno raccolto più consensi sono Pete Buttigieg e la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar, la più moderata tra i candidati, con un’esperienza più consolidata rispetto a Buttigieg, che è stato soltanto sindaco di una città di medie dimensioni dell’Indiana.

In realtà, il candidato che potrebbe farcela a convogliare il voto moderato e a battere Trump ancora non ha partecipato ad alcun dibattito, né alle votazioni: è Michael Bloomberg.

Bloomberg, imprenditore miliardario ed ex sindaco super green di New York (da molti considerato il miglior sindaco della Grande Mela di sempre), è sicuramente l’avversario che Donald Trump teme di più (infatti non perde occasione per attaccarlo).

Partito come Repubblicano, nel tempo si è avvicinato ai Democratici, di cui ha condiviso gli ideali delle battaglie civili.

Bloomberg è noto per le sue attività filantropiche, legate in particolare alla lotta al riscaldamento globale: da sindaco, è riuscito a ridurre l’impronta di carbonio del 19%, portando la qualità dell’aria al livello più alto negli ultimi 50 anni. E si è distinto anche nel contrasto alla diffusione delle armi da fuoco. Bloomberg, rispetto agli altri candidati, ha un vantaggio competitivo incolmabile: non deve chiedere soldi a nessuno.

Secondo il New York Times, arriverà a stanziare per la sua campagna elettorale due miliardi di dollari (il 5% del suo patrimonio).  

“Sono l’anti-Trump. Corro per garantire che Trump sia un Presidente da un solo mandato” ha dichiarato l’ex sindaco di New York. Trump “è una minaccia esistenziale per il nostro Paese e per i nostri valori. Su ogni questione importante, fa sempre la stessa cosa: mente, accusa gli altri e non risolve niente. Sa solo dividere. Non ha idea di come unire e costruire. Io sono un ingegnere e so come costruire”.

Vedremo se l’establishment democratico riuscirà ad accettare un candidato poco omologato ma certamente il meglio attrezzato per affrontare una macchina di consensi come The Donald.

@GiuScognamiglio

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