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Migrazione UE: anche gli inglesi pesano sul welfare di altri paesi

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Da alcuni mesi, In Inghilterra, in vista delle ormai imminenti elezioni di maggio, si cercano soluzioni per limitare il fenomeno delle ondate migratorie provenienti dai paesi Ue. Sotto accusa è il peso  che questi nuovi arrivati avrebbero sul welfare britannico. Sfugge forse però un dettaglio a conservatori ed euroscettici, quanto gravano i pensionati  inglesi che si sono trasferiti al sole della Spagna?

 

Sempre più numerosi i pensionati inglesi in Spagna

Lloret de Mar e Marbella sono tra le mete preferite dagli anglosassoni non solo d’estate ma proprio per andarci a vivere. Secondo un recente articolo apparso sull’Economist, che si rifà a uno studio dei ricercatori della University College London, restrizioni sul “troppo generoso” sistema di assistenza sanitaria e sociale per i cittadini Ue potrebbero aver effetti più consistenti sui numerosi anziani inglesi in Spagna (più della metà hanno più di 50 anni), che sui giovani europei che “invadono “ il Regno Unito. In uno studio del 2008, sembra che in Costa Blanca, dove è alto il numero di immigrati inglesi, il livello di ospedalizzazione sia nettamente superiore rispetto alle località vicine spagnole. Senza contare che per i cittadini britannici la sanità in Spagna risulta meno costosa essendo fondata su un modello di finanziamenti da parte dello stato. Nel 2012 il costo dei migranti Ue sulla sanità spagnola è ammontato a circa un miliardo di euro. Ma anche  la Francia ha cercato  nuove misure per limitare l’accesso dei pensionati inglesi al proprio sistema di welfare.

Nella competizione sul talento l’Europa deve puntare sull’immigrazione

L’Europa è divisa tra zone in cui la disoccupazione è molto alta e altre aree dove c’è una grande carenza di competenze qualificate. Secondo uno studio del think tank Bruegel essenziale per colmare questa situazione è sempre più la mobilità interna tra i Paesi Ue. Questo su lungo periodo, sostiene la ricerca, non sarà comunque sufficiente, ma in molti paesi del nostro Continente si ha paura ad aprire maggiormente le frontiere a una migrazione più internazionale. Le simpatie degli elettori vanno sempre di più verso i partiti le cui politiche siano a favore di una limitazione del fenomeno migratorio, quali ad esempio l’Ukip e i Tories inglesi. Tre sono le sfide evidenziate dai ricercatori per rendere più competitiva l’Europa a livello globale: creare maggioranze governative che siano a favore di politiche migratorie per la mobilità; rendere l’Europa più attraente per persone altamente qualificate e talentuose; cercare di abbandonare le politiche che mirano solamente a ridurre i costi della immigrazione in favore di strategie che guardino ai ricavi sul welfare che possono invece derivare dal fenomeno migratorio.

Terrorismo, restrizioni libera circolazione Ue

Mai come in questi giorni la libera circolazione in Europa è sotto attacco. Come effetto paura di nuovi attentati terroristici alcuni stati membri tra cui la Francia e la Spagna vorrebbero fare dei passi indietro e rivedere il trattato di Schengen per questioni di sicurezza. Secondo il ministro francese Bernard Cazeneuve “le attuali norme europee non sono sufficienti a lottare contro il terrorismo”. Di parere opposto è invece il ministro dell’interno Angelino Alfano per cui Schengen rappresenta “conquista di libertà, no a passi indietro”.

Marine Le Pen, presidente del Front National, cavalca l’onda di timore diffuso e populista e afferma invece la necessità di sospendere immediatamente l’accordo di libera circolazione “La Francia deve riprendere il controllo delle proprie frontiere, la libera circolazione è come aprire la porta ai ladri”. Passi indietro che rischierebbero di accontentare il clima di terrore e di odio che cercano di imporre i terroristi.

@IreneGiuntella

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