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Sui missili ipersonici gli Stati Uniti non stanno messi bene


Secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa, agli Stati Uniti mancano lo spazio e le capacità per testare la gittata dei propri missili ipersonici e per individuare in tempo le minacce esterne

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa, agli Stati Uniti mancano lo spazio e le capacità per testare la gittata dei propri missili ipersonici e per individuare in tempo le minacce esterne

Sullo sviluppo dei missili ipersonici – armi di nuova generazione, in grado di superare di cinque volte la velocità del suono ed essere nel contempo manovrabili – gli Stati Uniti sembrerebbero non essere messi troppo bene. Molti funzionari, anche di alto livello alto come il capo dello Stato maggiore congiunto Mark Milley, pensano che il Paese non stia facendo abbastanza. Non significa necessariamente che l’America sia rimasta indietro rispetto alla Russia (che si considera più avanti di tutti) o alla Cina, né che la retorica allarmista sia sincera: potrebbe servire a convogliare attenzione sul tema, e soldi. Senza contare, infine, che “ipersonico” può significare tante cose diverse che non è possibile mettere a confronto, e pare che gli americani vogliano ottenere armi particolarmente evolute ed efficaci.

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