Modi contro ong straniere: inizia la rappresaglia?


La stampa riporta stralci di un rapporto interno dell'Intelligence Bureau (IB) che individua le Ong straniere attive in India come una delle principali minacce alla "stabilità economica del paese". Il primo ministro Modi chiede a tutti i ministeri di condividere i dati circa le Ong che collaborano col governo.

La stampa riporta stralci di un rapporto interno dell’Intelligence Bureau (IB) che individua le Ong straniere attive in India come una delle principali minacce alla “stabilità economica del paese”. Il primo ministro Modi chiede a tutti i ministeri di condividere i dati circa le Ong che collaborano col governo.

 

Questi sono i presupposti per quella che potrebbe essere la prima mossa effettiva del nuovo governo in carica per ridurre al silenzio gli oppositori della società civile in India. Secondo quando si legge sulla stampa locale, l’IB avrebbe rilanciato la teoria secondo la quale molti movimenti antagonisti alle posizioni governative in materia di ambiente, sfruttamento dei terreni, energia nucleare, riceverebbero fondi per le proprie attività da una serie di Ong straniere: una sorta di ingerenza economico politica straniera portata avanti tramite organizzazioni non governative.


Tra gli esempi portati dall’IB spicca quello di Greenpeace, che secondo il Bureau utilizzerebbe fondi stranieri per sostenere una serie di proteste sotto l’ombrello del cosiddetto “Coal Network”, impedendo lo sviluppo e lo sfruttamento delle risorse minerarie nazionali. L’altra metà della storia, che l’IB non ravvede, indica che l’allocazione di slot per lo sfruttamento carbonifero nel paese spesso è stata portata avanti in deroga alle norme di sicurezza ambientale e, in particolare, sottraendo alle popolazioni tribali i propri territori, costringendole a trasferimenti coatti.

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