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Thailandia: un Paese per giovani


La monarchia in Thailandia deve essere riformata: le nuove generazioni vogliono trasparenza e rinnovamento e chiedono di arginare i poteri del nuovo re

Alessandro Ursic Alessandro Ursic
[BANGKOK] Giornalista, copre il Sud-Est asiatico per l’Ansa e per il quotidiano La Stampa.

La monarchia in Thailandia deve essere riformata: le nuove generazioni vogliono trasparenza e rinnovamento e chiedono di arginare i poteri del nuovo re

Il Primo Ministro thailandese Prayuth Chan-ocha saluta i suoi sostenitori vicino al Grand Palace a Bangkok, Thailandia, 23 ottobre 2020. REUTERS/Athit Perawongmetha

Quando gli storici guarderanno alle proteste che hanno sconvolto la Thailandia negli ultimi mesi, due episodi in particolare saranno presi a simbolo della fine di un’era. 10 agosto: una studentessa di 21 anni legge davanti a una platea di giovani un manifesto di riforma della monarchia in dieci punti, e viene applaudita. 14 ottobre: duecento thailandesi gridano “phasii gu!”, “le nostre dannate tasse”, quando si trovano davanti la Rolls Royce con dentro la regina e l’erede al trono 15enne. Entrambi gli episodi erano inconcepibili fino a pochi anni fa e sono pura blasfemia in un Paese dove la legge di lesa maestà più severa al mondo protegge un monarca semi-divino, e simbolicamente “padre” di tutti i thailandesi.

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