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RETROSCENA

Mr Hotel Rwanda arrestato: cosa sappiamo di lui

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Paul Rusesabagina, l’uomo che ha ispirato l’applauditissimo Hotel Rwanda, è in stato di fermo con l’accusa di terrorismo. Il suo non è un arresto qualunque, date le onorificenze ricevute

Paul Rusesabagina viene scortato in aula per rispondere alle accuse di terrorismo e istigazione all’omicidio a Kigali, Ruanda, 25 settembre 2020. REUTERS/Clement Uwiringiyimana

Nella notte fra il 28 e il 29 agosto Paul Rusesabagina è stato arrestato dal Rwandan Investigation Bureau. Le sue foto in manette hanno subito fatto il giro del mondo riempendo le pagine dei quotidiani e mentre l’Occidente accusava il Governo di Kigali di aver rapito Mr Hotel Rwanda a Dubai, l’esecutivo si difendeva annunciando di aver catturato il capo di un’organizzazione che finanziava un movimento terroristico volto a destabilizzare il piccolo Stato africano.

La storia del 66enne Rusesabagina è diventata famosa nel 2004 quando Hollywood, volendo trovare uno Schindler ruandese ha messo in scena la storia del Milles Collines di Kigali, Hotel Rwanda, che è valso anche la nomination all’Oscar per Don Cheadle.

Il film ha mostrato al mondo per la prima volta ciò che era davvero avvenuto in Ruanda e come Rusesabagina avesse salvato 1200 persone di etnia Tutsi all’interno dell’hotel che dirigeva. Le voci dei 1200 sopravvissuti però, sono diventate sempre più forti negli anni e le loro storie sono in netto contrasto con quella raccontata da Hollywood e dallo stesso Rusesabagina che nel frattempo nel 2005 ha ricevuto la medaglia d’onore dal Governo Bush, la più alta onorificenza civile americana.

George W.Bush conferisce a Paul Rusesabagina la medaglia presidenziale della libertà, 9 novembre 2005. REUTERS/Jason Reed

I sopravvissuti hanno sempre affermato che Rusesagabina avesse salvato solo le persone che potevano dargli dei soldi e che comunque il Milles Collines non sarebbe mai stato attaccato dalla milizia Hutu perché su di esso sventolava la bandiera delle Nazioni Unite e quindi era protetta giorno e notte dalle forze di Romeo Dallaire.

Rusesabagina, dopo il 1994, ha preso subito le distanze dal Governo di Paul Kagame e ha vissuto prima in Belgio e poi negli Stati Uniti, dove negli ultimi tempi si è espresso con toni molto aspri contro la presidenza ruandese che a suo dire non garantiva il rispetto dei diritti umani nel Paese e si era resa protagonista di diversi crimini contro gli Hutu in DRC subito dopo il ‘94.

Venendo ai giorni nostri, Rusesabagina, che non era quasi mai uscito dagli Stati Uniti, il 28 agosto ha preso un volo per Dubai, poi per 5 ore si sono perse le sue tracce e infine è arrivato con un charter all’aeroporto di Kigali il 29 mattina, dove è stato arrestato.

Paul Rusesabagina in manette presso la sede dell’Ufficio investigativo del Ruanda a Kigali, Ruanda, 31 agosto 2020. REUTERS/Clement Uwiringiyimana

Nelle foto Rusesabagina è apparso in manette ma ha subito potuto scegliere i suoi legali ed è in attesa di processo. L’accusa è pesante: terrorismo. Il Governo di Kigali infatti, ritiene che l’associazione da lui presieduta abbia finanziato diversi attacchi terroristici nel sud del Paese volti a destabilizzare la politica interna ruandese. Kagame ha subito rilasciato un’intervista alla tv nazionale dicendo che Rusesabagina aveva la volontà di arrivare in Ruanda ma ha semplicemente “composto il numero sbagliato” ed è stato arrestato dalla polizia locale.
Su di lui in effetti grava un mandato di arresto internazionale richiesto dal Ruanda due anni fa. La famiglia dice che Paul non aveva nessuna intenzione di tornare in Ruanda ed era a Dubai per affari, mentre secondo l’accusa egli era lì per incontrare gli altri leader del movimento anti-Kagame.

Sta ora alla giustizia internazionale stabilire se Rusesabagina sia colpevole di terrorismo o meno. Il Governo di Kigali, spesso accusato in Occidente di essere una dittatura, ha l’occasione di dimostrare che guida il suo Paese nel rispetto delle convenzioni e dei trattati di giustizia internazionale. Kagame ha ammesso che Rusesabagina non è stato arrestato per antipatie o per dichiarazioni a lui non gradite ma per gli atti di terrorismo commessi e finanziati. Sicuramente, l’arresto di Mr Hotel Rwanda non è un arresto qualunque date le onorificenze che ha ricevuto in tutto il mondo, e la fama che lo accompagna. Ora sta all’intelligence ruandese dimostrare che egli è colpevole. L’attenzione internazionale è tutta su Kigali.

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