Nagorno Karabakh: vincitori e vinti


Nagorno Karabakh: Russia e Turchia sempre più decisivi sul palcoscenico internazionale. Ankara esprime interesse per la produzione del vaccino russo Sputnik V

Nagorno Karabakh: Russia e Turchia sempre più decisivi sul palcoscenico internazionale. Ankara esprime interesse per la produzione del vaccino russo Sputnik V

Un manifestante viene portato via dalle forze dell’ordine durante una manifestazione dell’opposizione per chiedere le dimissioni del Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan a Yerevan, Armenia, 11 novembre 2020. REUTERS/Artem Mikryukov

A poco più di 24 ore dall’accordo sul cessate-il-fuoco nel Nagorno Karabakh, la comunità internazionale si interroga sugli scenari futuri nell’area del Caucaso e sulla geopolitica regionale. Sembra sempre più evidente l’importanza del ruolo di Russia e Turchia a livello diplomatico e militare, con Mosca e Ankara decisive così come lo sono già in Siria e Libia. Lo strano rapporto tra le due nazioni sembra aver loro giovato, con una prospettiva nuova anche sul campo sanitario: si parla di un interessamento turco nella produzione del vaccino russo Sputnik V.

L’esito della guerra

Con la fine delle ostilità, sia le forze armene che quelle azere manterranno le loro rispettive posizioni. Dietro l’annuncio del Cremlino si legge in realtà molto di più: la guerra è stata vinta dall’Azerbaijan. Infatti, l’accordo prevede che l’Armenia ceda entro il 20 novembre prossimo il Distretto di Agdam, così come quello di Kalbajar (entro il 15 di questo mese) e di Lachin (entro il primo dicembre). Il Corridoio di Lachin, nei suoi 5 chilometri, rimarrà sotto il controllo della Federazione Russa.

Non solo: nell’agreement, composto da 9 punti, sono previste una serie di indicazioni circa la presenza russa sul territorio e sul ruolo che giocherà l’Onu sul fronte rifugiati. Mosca invierà forze di peacekeeping, 1960 truppe armate, 90 veicoli corazzati e 380 motoveicoli, insieme a unità speciali. I militari verranno dislocati lungo la linea di contatto nel Nagorno Karabakh e nel Corridoio di Lachin.

Anche la Turchia nel monitoraggio dell’accordo

Sulle tempistiche, si parla del dispiegamento delle forze di Mosca — in concomitanza del ritiro di quelle di Erevan — che stazioneranno per 5 anni, termine che automaticamente si rinnoverà per altri 5 alla scadenza, salvo che le parti non notifichino il ritiro dall’accordo entro 6 mesi dal termine. Ciò significa presenza a lungo termine per la Russia, in un’area da sempre strategica.

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