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Nel Regno Unito si discute la privatizzazione del servizio sanitario


Oggi nel Regno Unito non si parla solo di Scozia, da due anni a questa parte il processo di estese riforme del National Health System (NHS) ha dato via a un acceso dibattito.

Oggi nel Regno Unito non si parla solo di Scozia, da due anni a questa parte il processo di estese riforme del National Health System (NHS) ha dato via a un acceso dibattito.

Il dibattito è scaturito dal Health and Social Care Act, nel 2012. Uno degli aspetti cruciali della legge è che, sebbene non in modo esplicitp, ha reso accessibili i fondi del NHS a privati tramite le ClinicalCommissioningGroups (CCGs), gli organismi che decidono come allocare i fondi. La motivazione è la stessa che è data per giustificare il trend di privatizzazione del settore pubblico ampiamente diffuso oggi nel mondo: competizione ed efficienza si accompagnano. A dire il vero, nonostante il Regno Unito vanti uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, il NHS necessita dei cambiamenti. L’ha indicato con chiarezza lo scandalo del Stafford Hospital, in seguito al quale il governo ha adottato misure straordinarie nei confronti di un numero di ospedali che presentano grosse carenze. Inoltre la quantità di servizi provvisti dal NHS sta crescendo sempre più, mettendo in difficoltà il sistema sanitario.

Tuttavia, molte possibili conseguenze del decreto legge sono preoccupanti.

Quando la legge è stata approvata, il suo significato era ben poco chiaro ai più. Infatti, solo una piccola clausola contenente la spiegazione delle norme introdotte lasciava intuire che la legge di fatto creava la possibilità di privatizzare il sistema sanitario.

C’è qualcosa di inevitabilmente preoccupante nell’idea di un bene pubblico gestito da un ente privato il cui obiettivo primario è, essenzialmente, ottenere un profitto. Il timore più ovvio è che il settore privato non investa in quei servizi che non sono considerati profittevoli. Similmente, la riduzione dei costi fatta più per la competizione più che per l’efficienza potrebbero essere nocivi alla qualità del settore sanitario. La professoressa di politiche sanitarie Lucy Reynoldss ha osservato, in un’intervista rilasciata nel Febbraio 2013 al Save Levisham Hospital, che in questa eventualità le compagnie private potrebbero inizialmente profittare usando il logo del NHS, al quale ora hanno accesso, e, una volta che il peggioramento della qualità dei servizi ne abbia infangato il nome, abbandonarlo per uno nuovo. La dottoressa Reynolds inoltre ha messo in evidenza il fatto che in altri paesi dove il sistema sanitario è stato privatizzato, come la Svezia, c’è stata una riduzione dei servizi offerti nelle zone rurali (meno pazienti, meno entrate) e nelle zone più povere.

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