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No east, no west


«Per risolvere la questione della liberazione di Yulia Tymoshenko è necessaria anche la sua di collaborazione». Il ministro degli esteri ucraino, Leonid Kozhara, non ha fatto a tempo a pronunciare queste parole la scorsa settimana che, nel giro di pochi minuti, l’avvocato della più famosa detenuta del Paese ha annunciato la decisione della sua assistita di accettare l’offerta delle cure in Germania, con l’impegno di non chiedere asilo politico all’estero. Nonostante questa mossa, però, il «caso Tymoshenko» resta l’ostacolo principale sulla strada dell’Ucraina verso l’Europa. E nessuno sa come andrà a finire.

«Per risolvere la questione della liberazione di Yulia Tymoshenko è necessaria anche la sua di collaborazione». Il ministro degli esteri ucraino, Leonid Kozhara, non ha fatto a tempo a pronunciare queste parole la scorsa settimana che, nel giro di pochi minuti, l’avvocato della più famosa detenuta del Paese ha annunciato la decisione della sua assistita di accettare l’offerta delle cure in Germania, con l’impegno di non chiedere asilo politico all’estero. Nonostante questa mossa, però, il «caso Tymoshenko» resta l’ostacolo principale sulla strada dell’Ucraina verso l’Europa. E nessuno sa come andrà a finire.

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