Non c’è ancora spazio per la pace tra Pakistan e India


Mentre da Stoccolma giungeva l'annuncio dell'assegnazione del premio Nobel per la pace alla pakistana Malala Yousufzai e all'indiano Kailash Satyarthi, proseguivano gli scambi di artiglieria tra le guardie di frontiera dei due Paesi, con vittime da entrambe le parti e migliaia di sfollati. Quelli di questa prima metà di ottobre sono stati i più intensi e prolungati scontri da almeno un decennio e hanno sinora provocato circa una ventina di morti tra i civili.

Mentre da Stoccolma giungeva l’annuncio dell’assegnazione del premio Nobel per la pace alla pakistana Malala Yousufzai e all’indiano Kailash Satyarthi, proseguivano gli scambi di artiglieria tra le guardie di frontiera dei due Paesi, con vittime da entrambe le parti e migliaia di sfollati. Quelli di questa prima metà di ottobre sono stati i più intensi e prolungati scontri da almeno un decennio e hanno sinora provocato circa una ventina di morti tra i civili.

 A woman arranges her utensils on a cart after she moved to a safer place, at a relief camp in Ghagwal near Jammu October 10, 2014. Fighting between India and Pakistan paused on Friday after days of heavy shelling and gun battles across their disputed Himalayan border, the worst skirmishes between the nuclear-armed rivals in more than a decade. REUTERS/Mukesh Gupta

 

Nel 2003, India e Pakistan siglarono un accordo per il cessate il fuoco lungo la cosiddetta “Linea di Controllo”, che divide il territorio conteso del Kashmir. Sebbene le violazioni siano sempre state piuttosto frequenti, il livello degli scontri è significativamente aumentato in questi ultimi mesi, in coincidenza con l’elezione al governo di Nuova Delhi del nazionalista indù Narendra Modi. Già a luglio si era registrata una pericolosa escalation di violenze alla frontiera, con la morte di almeno sei civili.

L’ottimismo alimentato dalla partecipazione del primo ministro pakistano, Nawaz Sharif, alla cerimonia di insediamento del capo del governo indiano ha ormai lasciato il passo al timore di un nuovo conflitto armato tra le due potenze nucleari, dopo quelli combattuti nel 1947, nel 1965 e nel 1971 (due dei quali proprio per il Kashmir), oltre a un limitato conflitto nel 1999 (nel distretto di Kargil, Jammu e Kashmir).

È lecito interrogarsi sulle ragioni di questa escalation e sul rischio concreto di una nuova guerra tra Pakistan e India.

Nel primo caso, la risposta è piuttosto semplice: non esiste, al momento, alcun incentivo concreto al dialogo tra i due Paesi, mentre un livello controllato di conflittualità sembra giovare agli attori di maggiore rilievo su entrambi i fronti.

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