Nota del direttore – Il cioccolato e la peste


Un cioccolataio belga ha cambiato nome da Isis Chocolates a Libeert per evitare involontarie associazioni con lo Stato islamico dopo che le vendite sono precipitate a seguito dell’ondata di decapitazioni.

Un cioccolataio belga ha cambiato nome da Isis Chocolates a Libeert per evitare involontarie associazioni con lo Stato islamico dopo che le vendite sono precipitate a seguito dell’ondata di decapitazioni.

 

Proprio nel 2013 la società, conosciuta come Italo Suisse, aveva modificato il nome a Isis perché non aveva più collegamenti con Italia o Svizzera.

Stampa del settore dei dolciumi a parte, è sorprendente la rapidità con cui il “nuovo Califfato” sia sparito dalle prime pagine, specialmente se si considera che il problema non pare assolutamente risolto.

L’ineffabile copertura mediatica del mortale virus Ebola è un caso analogo.

Anche se l’epidemia sembra – per ora almeno – essere stata efficacemente isolata nei paesi dell’Africa occidentale dove si manifesta, in quei luoghi sta ancora mietendo vittime e annientando intere società.

Sono temi a cui questo numero di East dedica articoli di spessore.

Altre questioni interessanti vanno dal collasso della potenza militare tedesca – che una volta incuteva tanta paura – al crimine più popolare di tutti: il taccheggio.

Avete rubato in un negozio ultimamente? Siamo riusciti a calcolare quante persone la Cia ha assassinato finora con i droni killer: circa 650, una quisquilia…

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