EN

eastwest challenge banner leaderboard

Immaginare le ripercussioni sociali delle nuove tecnologie

Indietro

Per poter comprendere attraverso un pensiero critico e con una chiave di lettura differente il nostro presente sempre più tecnologico e iperconnesso – invaso dalle cosiddette “fake news”, da una disinformazione malsana e da definizioni divenute negli ultimi mesi mainstream (basti pensare al dibattito sulla post-truth) – può risultare utile e interessante sfogliare vecchi graphic-novel degli anni ’90, come ad esempio –Transmetropolitan – oppure, per quanto riguarda problematiche legate alla dipendenza dalle nuove tecnologie ed i suoi effetti collaterali nella società moderna, attraverso un volume che risale al 2015 –Tokyo Ghost.

Le due opere di fantascienza appartengono al sottogenere letterario denominato cyberpunk, la prima ideata nel ’97 da Warren Ellis e disegnata da Darrick Robertson, mentre la seconda riporta le firme dell’autore best seller Rick Remender e dell’illustratore Sean Murphy. Ambientate entrambe in un futuro distopico che ha talmente tanti punti in comune con la nostra quotidianità e con le nostre odierne paure da rendere i due fumetti tanto attuali quanto profetici.

Transmetropolitan – Il protagonista è un cinico giornalista d’assalto impegnato costantemente a preservare e custodire la verità, che risponde al nome di Spider Jerusalem ispirato al noto cronista Hunter Stockton Thompson, creatore del cosiddetto gonzo journalism condannatosi volontariamente ad un sorta di auto-esilio in una zona remota e lontana dalla megalopoli, viene costretto a tornare in una società degradata e caotica per rispettare un vecchio accordo con una casa editrice, divenendo in breve tempo un vero e proprio profeta in grado di condurre la città inondata da un oceano di  informazioni distorte che provengono da ogni dove esattamente la realtà che possiamo trovare oggi negli smartphone e nei nuovi social media verso l’illuminazione e la redenzione.

La storia si sviluppa attraverso un affresco fantascientifico in una America futuribile dove al di là della cornice avveniristica è possibile intravedere con relativo anticipo la nostra attuale società e in particolare la nostra quotidianità, caratterizzata da innovazioni tecnologiche sempre più opprimenti che veicolano costantemente le notizie 24 ore su 24, dove il giornalismo perde la propria credibilità e professionalità, mentre la verità è divenuta oramai obsoleta e non esiste più una demarcazione netta tra scienza e pseudoscienza. Transmetropolitan è dunque un fumetto che grida con rabbia contro il sistema politico e le ingiustizie del sistema, che enfatizza l’importanza della libertà di stampa e della verità, utilizzando sempre un linguaggio irreverente ma velato da valori molto profondi. Si raffigura una società dove in realtà il nemico non è nascosto dietro il volto di un potente ma dal popolo stesso, incapace di autogestirsi si affida ad un flusso comunicativo incessante, manipolato e di basso livello in grado infine di soggiogare le menti e le personalità. 

 

Nel 1997 viene dipinto un quadro sarcastico e satirico dei tempi moderni, anticipando scenari politici e sociali a noi familiari, dove fra le tante similitudini troviamo alla presidenza degli Sati Uniti un arrogante e sadico capo di Stato che ricorda troppo da vicino il Tycoon. A tal proposito, sull’edizione online del noto quotidiano britannico The Guardian troviamo un interessante articolo del 2016 al riguardo, dal titolo: Transmetropolitan: the 90s comic that’s bang up-to-date on Donald Trump – di seguito riportiamo un passaggio:

“Jerusalem is pitched against two major political opponents through Transmetropolitan’s 60-issue run. The Beast is the sitting president as the narrative opens, a physically imposing bully and “strongman” leader who appeals to the authoritarian streak in those he rules over. The Beast represents the very worst aspects of modern political life – and embodies all the horrifying ignorance visible in Donald Trump”

 Tokyo Ghost – La seconda opera che andiamo ad analizzare è invece molto più recente 2015 ambientata nelle isole di Los Angeles nell’anno 2089, narra le rocambolesche avventure di due agenti mercenari Debby e Led quest’ultimo potenziato tecnologicamente. I due vivono in un mondo distopico perennemente connesso dentro la Rete che proietta per mezzo di schermi olografici impiantati direttamente davanti agli occhi – news spazzatura e feed che di fatto si sostituiscono alla realtà

L’umanità è totalmente assuefatta alla tecnologia, si vive, si ruba e si uccide alla ricerca di una dose di intrattenimento”.

Il primo albo della serie intitolato Il Giardino Atomico pubblicato per la prima volta in Italia dalla Bao Publishing nel marzo del 2017, ci trascina in un futuro sporco e fatiscente dove la tecnologia regna indisturbata nel totale degrado culturale, capace di anestetizzare il popolo bombardandolo di stimoli a discapito della libertà e della vita. Inutile evidenziare le paure rappresentate dalla dipendenza alla tecnologia comunicativa che vengono riportate magistralmente dagli autori sulle pagine del volume, dal forte impatto iconico e contemporaneo, capaci di far riflettere circa l’assuefazione delle attuali generazioni costantemente connesse, descrivendo i possibili scenari futuri e in grado di amplificare i turbamenti di oggi attraverso una riflessione fortemente critica sulla società digitale, oramai satura dai social. Inquietudini che echeggiano da tempo all’interno della nostra collettività. Viene riportato infine il tema del cyber-bullismo capace di condizionare drasticamente un’intera esistenza.

Più che un semplice fumetto Tokyo Ghost rappresenta dunque un grido d’allarme contro i pericoli raffigurati dall’abuso di internet, una riflessione sulla dipendenza nei confronti dell’uso massivo della Rete. Minacce che compromettono seriamente il benessere psicofisico dell’individuo, con il serio rischio di estraniarne sempre più l’identità dal mondo reale con alterazioni dello stato di coscienza e depersonalizzazione attraverso un’overdose di informazioni, provocando infine uno stress denominato con largo anticipo dallo psicologo americano Craig Broad tecno stress.

@dg_greco

 

Continua a leggere questo articolo e tutti gli altri contenuti di eastwest e eastwest.eu.

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica a € 45.
Se desideri solo l’accesso al sito e l’abbonamento alla rivista digitale, il costo per un anno è € 20

Abbonati



La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA