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Ecco le Olimpiadi, ma non saranno come il Giappone sperava


I Giochi Olimpici dovevano essere il trampolino di lancio per il ritorno di Tokyo sul palcoscenico globale, ma con l'emergenza Covid gran parte del Paese non li vorrebbe più. E intanto la situazione politica è instabile

Lorenzo Lamperti Lorenzo Lamperti
Direttore editoriale di China Files e coordinatore editoriale di Associazione Italia-ASEAN. Scrive di Cina e Asia per diverse testate tra cui Affaritaliani (di cui ha gestito la sezione esteri), Eastwest, il Manifesto e ISPI.

I Giochi Olimpici dovevano essere il trampolino di lancio per il ritorno di Tokyo sul palcoscenico globale, ma con l’emergenza Covid gran parte del Paese non li vorrebbe più. E intanto la situazione politica è instabile

Un mese esatto, poi sarà tempo di Giochi Olimpici. Eppure, il Giappone si aspettava uno scenario migliore per l’evento che avrebbe dovuto rilanciare la sua dimensione globale. Almeno a questo ambiva il Governo Abe l’ormai lontano 7 settembre 2013, quando durante la 125esima sessione del Cio si annunciò che le Olimpiadi estive del 2020 si sarebbero svolte a Tokyo. Mentre lo stesso Shinzo Abe intravedeva nell’occasione la sua possibile eredità politica. Così non è stato. Il 24 luglio 2020, scelta come data d’inizio della manifestazione, è diventato 23 luglio 2021 per l’emergenza pandemica che ha portato al rinvio di un anno. E, nel frattempo, Abe ha dovuto lasciare il suo posto per problemi di salute e il Giappone si avvia ora a elezioni generali (che forse verranno anticipate rispetto alla scadenza naturale di ottobre).

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