Oms: il Covid non è uscito da un laboratorio di Wuhan


La notizia dell'Oms mette fine a speculazioni e potenziali accuse. Arriva l'annuncio di Facebook: stop a fake news sul vaccino. Ma c'è dell'altro

Martino Mazzonis Martino Mazzonis
Giornalista e ricercatore, è autore di Come cambia l’America (con Mattia Diletti e Mattia Toaldo, 2009) e di Tea party (con Giovanni Borgognone, 2011).

La notizia dell’Oms mette fine a speculazioni e potenziali accuse. Arriva l’annuncio di Facebook: stop a fake news sul vaccino. Ma c’è dell’altro

Una strada addobbata per le celebrazioni del capodanno lunare a Wuhan, provincia di Hubei, Cina, 8 febbraio 2021. REUTERS/Aly Song

Un pangolino! No, un pipistrello! Macché, un virus fuoriuscito per errore da un laboratorio cinese. Ma va, un virus portato dall’America in un laboratorio cinese in maniera che si potesse imputare ai cinesi la colpa della pandemia. Neppure, il virus in realtà è chiaramente italiano, non ricordate quell’influenza del 2019 che nessuno sapeva spiegare? E invece no, se decidiamo di credere ai 12 giorni di lavoro degli ispettori dell’Oms che hanno visitato il Wuhan Institute of Virology per verificare l’ipotesi che il virus fosse uscito da uno dei loro laboratori, il virus è emerso nella regione ma il passaggio dai pipistrelli agli umani, il salto di specie, non è avvenuto in quel centro di ricerca.

Il capo delegazione, il danese Peter Embarek, ha spiegato in conferenza stampa ai giornalisti che queste conclusioni si basano su “lunghe, franche e aperte discussioni con i ricercatori e il management” delle istituzioni locali potenzialmente coinvolte. L’istituto ha fornito “descrizioni dettagliate della ricerca passata e presente che coinvolgono pipistrelli”. Embarek ha sostenuto come sia “molto probabile” che il virus si sia evoluto in natura e si sia diffuso negli esseri umani attraverso un ospite intermedio.

Si tratta di una notizia importante perché mette fine a speculazioni e potenziali accuse – e a contro-teorie e notizie false su cui pure Pechino ha investito in una fase della pandemia. Il tema, eventualmente, è quello della necessità di introdurre regole di igiene di base nei mercati o nel commercio di specie animali.

Facebook e fake news

L’altra notizia in materia di teorie del complotto e coronavirus riguarda Facebook. Con un post sul proprio blog, il social network da tre miliardi di iscritti segnala che da lunedì scorso bloccherà tutte le notizie fuorvianti riguardanti i vaccini e, anzi, promuoverà le campagne di vaccinazione in atto nei singoli Paesi. Si tratta di una notizia importante per varie ragioni. La prima è che la macchina da soldi messa in piedi da Mark Zuckerberg è il principale mondiale di fake news e notizie fuorvianti attorno alla pandemia. Il social network rimuoverà le notizie considerate false relative a tutti i vaccini e non solo a quelli in distribuzione per il Covid-19, ad esempio: il morbillo non è pericoloso, oppure i vaccini aumentano il rischio di autismo, i vaccini sono inefficaci. Facebook regalerà anche 120 milioni di pubblicità gratuita alle autorità sanitarie per consentire loro di diffondere notizie sull’accesso alle vaccinazioni. Lo sforzo c’è ed è simile a quello in materia di diritto al voto messo in atto durante le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

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