Ritratti dei vincitori del Nobel per la Pace Denis Mukwege e Nadia Murad. REUTERS/Nerijus Adomaitis
Ritratti dei vincitori del Nobel per la Pace Denis Mukwege e Nadia Murad. REUTERS/Nerijus Adomaitis

Il premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato all'attivista yazida Nadia Murad e al ginecologo congolese Denis Mugwege per la loro lotta contro l'uso della violenza sessuale come arma di guerra. L’annuncio è stato dato nel Norwegian Nobel Institute la scorsa settimana. Nadia Murad è una delle circa 3mila ragazze yazide vittime di violenza sessuale compiute dai miliziani dello Stato Islamico. Denis Mukwege, di origini congolesi, è un ginecologo fondatore dell’Ospedale Panzi di Bukavu nel  Congo, dove ha trattato migliaia di pazienti, accolte nella clinica dopo i numerosi casi di stupro avvenuti nella lunga guerra civile congolese. Le agenzie delle Nazioni Unite calcolano che almeno 200.000 donne siano state stuprate nella Repubblica Democratica del Congo durante gli ultimi 12 anni di guerra.


LEGGI ANCHE : L'Isis è all’ultima battaglia in Siria, ma gli Usa ora vogliono restare


Il Nobel arriva nello stesso giorno in cui a Brett Kavanaugh è praticamente garantito un seggio nella Corte Suprema degli Stati Uniti, a un anno  dalla pubblicazione sul New York Times delle note vicende riguardanti Harvey Weinstein, da cui poi è nato il fenomeno internazionale MeToo .

Un premio Nobel politicamente rilevante. 

UNIONE EUROPEA - Europa: nuove regole per l’audiovisivo

L’europarlamento ha approvato un nuovo regolamento per l’audiovisivo in Europa. Il testo, che rivede la direttiva 2010/13, prevede norme che coinvolgeranno sia i broadcaster tradizionali  sia i servizi online, regolamentando la produzione di contenuti  sia sulle piattaforme di video on demand come Netflix, sia sui social network o i canali di condivisione, come Youtube.

I capisaldi della nuova normativa sono la tutela dei minori, il limite alla pubblicità e un maggiore spazio per la produzione “made in Europe” .

Anche colossi come Amazon o Netflix, che oggi ha quasi 30 milioni di iscritti in Europa, si dovranno adeguare: almeno il 30% dei loro contenuti dovranno essere girati e prodotti da imprese europee. Non solo, la nuova direttiva prevede l’obbligo di investire nella produzione europea con un contributo che sarà proporzionale agli introiti ricevuti dallo stato membro dove la piattaforma veicolerà i propri contenuti. 

Quanto al monitoraggio del materiale audiovisivo diffuso, il testo impone ai media di predisporre misure per  combattere i contenuti che incitino alla violenza, all'odio e al terrorismo. 

La normativa prevede inoltre l’introduzione di un sistema di protezione sui dati dei minori che eviti  la profilazione o la pubblicità mirata. Una misura sacrosanta, che colpisce soprattutto Youtube. La rete non va repressa ma regolata si.

@GiuScognamiglio

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE