Immigrazione, perchè Napoli può essere un modello. Giuseppe Scognamiglio su La Repubblica

Il direttore di Eastwest interviene nel dibattito sull'immigrazione con un articolo su La Repubblica edizione di Napoli.

Marcia delle donne e degli uomini scalzi. Napoli, 11 settembre 2015. Photo credits www.diariopartenopeo.it

Il terrorismo scriteriato di Isis minaccia in modo imprevedibile le nostre città, da Parigi a Bruxelles, da Londra a Istanbul. Proviamo a sbarazzarci delle pur legittime paure e facciamo un'analisi scientifica, partendo da dati demografici e socioeconomici. La popolazione straniera nell'Unione Europea a 27 paesi ammonta a poco più di 20milioni di persone, il 4% della popolazione residente.

Il Paese europeo con il maggior numero di stranieri residenti è la Germania, con 7 milioni di persone, a fronte dei quasi 5 milioni residenti nel nostro Paese, che vanta d'altro canto una storia di immigrazione molto più recente. In Italia gli stranieri rappresentano l'8% della popolazione totale e sono quadruplicati negli ultimi 10 anni, concentrandosi soprattutto nelle regioni del centro- nord.

Sono 190 le nazionalità presenti, di cui la comunità rumena, oltre 1 milione di persone, è la più numerosa.

Nel Comune di Napoli gli stranieri sono meno del 5% dei residenti - poco più di 47 mila - in gran parte originari di paesi dell'Asia e dell'Europa orientale.

Se si analizza poi la popolazione di religione musulmana, in buona parte dotata di regolare cittadinanza del Paese che la ospita, è la Francia a contare il numero più elevato di residenti (5,5 milioni) seguita dalla Germania (4,8 milioni), entrambi comunque più del doppio di quello italiano (2,2 milioni di musulmani).

Appurato quindi che il problema dell'integrazione è molto più sentito negli altri grandi Paesi europei, può essere utile capire come si è organizzata questa popolazione.

Paesi come Francia, Regno Unito e Belgio seguono un modello basato su un elevato livello di urbanizzazione e su una concentrazione in quartieri periferici come le banlieue di Parigi, i quartieri- ghetto di Londra o il famigerato Molembeek di Bruxelles.

Porzioni di territorio che hanno in comune un tasso di disoccupazione giovanile molto alto così come la soglia di povertà, mentre parallelamente il numero di giovani che finisce gli studi è molto più basso rispetto al resto del Paese.

I dati dimostrano che è proprio da queste comunità che origina il pericolo: "foreign fighters".

Per continuare a leggere l'articolo, clicca qui.

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA