La maggioranza si spacca sul Global Compact for Migration, il primo accordo planetario sui fenomeni migratori. Conte diserta l’incontro di Marrakech. E intanto affida la gestione dei migranti al discusso decreto sicurezza

Matteo Salvini. REUTERS/Yara Nardi
Matteo Salvini. REUTERS/Yara Nardi

Migrazioni, gestione globale

Il Global Compact for Migration è un programma di orientamento internazionale, linee guida condivise per trovare politiche e strategie globali nella gestione del fenomeno planetario delle migrazioni. Si tratta di 23 obiettivi for a Safe, Regular, Orderly Migration, messi a fuoco e concordati dalle Nazioni Unite, attraverso due anni di lavori conclusi dalla Dichiarazione di New York nel 2016.


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Un primo vertice concreto si riunirà a Marrakech il 10 e 11 dicembre prossimi, per approvare il programma condiviso. Rispetto alle adesioni del 2016, è venuta a mancare quella statunitense e quella svizzera e sono fuori anche Austria, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Croazia, Slovacchia e Bulgaria. Infine, il 28 novembre anche il governo italiano ha deciso di non firmare, nonostante non fosse coeso al suo interno su questa scelta. Il Presidente del Consiglio è favorevole all’adesione, si era già espresso in merito con i partner dell’Unione e «non ha cambiato idea», ha dichiarato.  Gli esponenti del M5s sono divisi e fra i favorevoli all’adesione dell’Italia al Global Compact alcuni non lo hanno nascosto, tra questi il Presidente della Camera Roberto Fico: «Va firmato, serve all’Italia per non isolarsi».

Matteo Salvini e gli esponenti della Lega vedono nel Global Compact una minaccia alla sovranità nazionale nella gestione dell’immigrazione e avvistano un pericolo anche nella sola partecipazione al summit. Il risultato di questo scontro politico interno al Governo è che Giuseppe Conte non parteciperà alla Conferenza di Marrakech e che la decisione finale verrà messa ai voti del Parlamento prossimamente.

La pluralità caratteristica del governo gialloverde ha permesso di evitare la fiducia - sul no definitivo - al Global Compact e Matteo Salvini dichiara: «Il governo italiano farà scegliere il Parlamento». Soprattutto perché manca nel Governo una visione unitaria da imporre.

Anche sul Decreto Sicurezza il governo non era compatto ma, in quel caso, il dissenso interno non è riuscito a far ‘parlamentarizzare’ l’approvazione finale del decreto, ispirato da obiettivi diametralmente opposti al Global Compact.

Tra le 23 linee guida del Global Compact ci sono due aspetti che sembrano aver attirato l’attenzione del dibattito politico in Italia: a) l’obiettivo di contrastare e sradicare ‘il business dell’immigrazione’, ovvero il traffico di esseri umani; b) quello di semplificare i rimpatri e renderli sicuri e dignitosi.

Entrambe queste finalità sono state percepite dalla Lega come ‘immigrazioniste’, dunque una ‘esaltazione della migrazione’. Eppure, un fenomeno che coinvolge nel mondo 250 milioni di persone non può che avere una governance mondiale...

La Lega sale, l’economia scende

Il decreto legge sulla sicurezza – che introduce anche una serie di novità in tema di immigrazione – è stato approvato con la fiducia il 29 novembre, dopo le obiezioni e la richiesta di revisioni di deputati anche della maggioranza. Il Decreto, voluto dal ministro dell’Interno, aveva suscitato malumori, specialmente sul giro di vite sui permessi umanitari. Un provvedimento «tecnicamente sbagliato, umanamente devastante, pregiudizialmente anti costituzionale», per descriverlo con le parole della senatrice del M5s Paola Nugnes.

Hanno criticato la nuova legge soprattutto giuristi ed esperti di flussi migratori. Il testo è stato definito incostituzionale perché privo dei requisiti di omogeneità e urgenza e, prevedendo la riduzione dei centri comunali Sprar, rischia di creare nuovi ghetti nelle grandi strutture di permanenza, dove il tempo durante il quale i migranti vengono trattenuti aumenta fino a sei mesi. Inoltre, avendo il decreto abolito i permessi di soggiorno per motivi umanitari e allungato i tempi per ottenere la cittadinanza, gli esperti dei flussi migratori prevedono l’aumento del numero di stranieri irregolari e invisibili: «fantasmi che vagheranno per le nostre città», come li descrive Graziano Del Rio, capogruppo del Pd alla Camera, con una maschera bianca sul viso in segno di protesta.

Come poteva nella stessa settimana il governo italiano approvare un Dl sicurezza - accusato da membri dello stesso Governo come "mancante della tutela a chi potrebbe subire trattamenti disumani e degradanti" - e aderire ai 23 obiettivi simbolici del Global Compact per una migrazione sicura, regolare e ordinata?

Il 20 novembre Matteo Salvini aveva dichiarato che, se il Dl sicurezza non fosse passato entro il 3 dicembre, «salta tutto». Cosa salta? Il governo? O gli equilibri del governo, i do ut des interni al patto di governo, per esempio la creatura dell’altro vice Premier, il DDl anticorruzione con la riforma della prescrizione.

Anche la concessa parlamentarizzazione dell’adesione al Global Compact è frutto di questa trattativa gialloverde? Questo rimando al Parlamento è stato molto criticato da destra, per esempio dall’onorevole Giorgia Meloni, che su questo punto sprona Matteo Salvini a trovare una diversa soluzione che non sia la libertà di voto in Parlamento e si sente pronta a lanciare un Salvini-Meloni (senza numeri...) che sostituisca il Salvini-Di Maio.

«Enorme soddisfazione» esprime Matteo Salvini per l’approvazione del «suo» decreto che porterà «tranquillità, ordine, regole e serenità nelle città italiane».

Intanto, i sondaggi vedono scendere in una settimana il M5s (-0,9), ora al 25%, e il Pd (-0,6), al 17,5%, mentre cresce la Lega (+1,2), ora al 34,5%. Gli indecisi sono al 17%, il 40% dei quali si dichiara di sinistra, il 16% di destra, il 14% di centro.

I dati economici, intanto, puntano verso una possibile nuova recessione se la tendenza al ribasso perdurata nei primi 3 trimestri 2018 si confermerà anche nel quarto, come appare probabile.

I dati Istat registrano una riduzione dei consumi dello 0,1% e degli investimenti dell’1,1%. La disoccupazione è in aumento e sale al 10,6% a ottobre, con il tasso di disoccupazione giovanile al 32,5%.

@GiuScognamiglio

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