L’Italia incontra I paesi baltici. Il mercato delle possibilità

Unicredit ha iniziato ad operare nell’area baltica nel lontano 1996 (2001 Lituania, 2004 Estonia) partendo dalla Lettonia e focalizzandosi particolarmente sul segmento corporate e leasing.

Negli anni, il Gruppo ha esteso il suo business nell’area creando una “banca pan-baltica”: 2 filiali Tallin in Estonia e Vilnius in Lituania, 2 filiali corporate in Lituania (Klaipeda e Kanaus) e un quartier generale in Lettonia. Oggi nell’ottica di ridisegnare le attività nella CEE per sfruttare al meglio le eventuali sinergie presenti, la banca ha deciso di continuare ad investire nell’area razionalizzando e semplificando la nostra struttura. Le operazioni saranno accentrate in Lettonia da cui l’Estonia e la Lituania continueranno ad essere servite. Questo porterà ad una maggiore efficienza interna con l’ottimizzazione organizzativa e dei costi. Le nostre operazioni di leasing continueranno invece a rimanere basate in ognuno dei 3 paesi. Con una popolazione di 6.000.000 di persone di poco superiore a quella del nostro Lazio ed un estensione territoriale assimilabile all’Italia centro-meridionale, il nostro merger punta a sfruttare quelle sinergie ed economie di scala che l’area baltica, considerata anche la sua profonda omogeneità, ha già mostrato di offrire. Omogeneità politica ed economica che rendevano inevitabile la nostra razionalizzazione della rete.  Non è solo la vicinanza spaziale ad evidenziare una certa affinità delle tre repubbliche, ma anche le loro vicende storiche testimoniano, all’interno delle loro differenze, la loro simbiosi. Simbiosi che ha avuto modo di esplicarsi anche in alcuni importanti passi compiuti contemporaneamente come l’ingresso nella Nato e nella EU nella primavera del 2004. Anche la loro omogeneità culturale è testimoniata nei campi più svariati, da ultimo l’innovation union scoreboard 2013 (pubblicazione dell’UE sul livello di innovazione) che mostra come i tre baltici abbiano fatto registrare i maggiori tassi di miglioramento rispetto all’anno precedente. La razionalizzazione della nostra presenza nei baltici non è una fuga dall’area, si tratta anzi di un riassetto organizzativo volto a farci essere più forti in una zona dove le prospettive economiche a dispetto di un quadro europeo parecchio desolante rimangono positive, i tre paesi baltici, nell’arco di una sola generazione sono stati in grado di realizzare aspettative che sembravano irrealistiche. Dopo aver avuto un forte calo nel 2009 i dati del Pil ricominciano infatti a crescere e per il 2013 le previsioni sono per tutti di una risalita oltre il 3%. La futura adesione all’Euro di Lettonia (2014) e Lituania (2015) potrebbe inoltre concorrere ad un’ulteriore stabilizzazione dell’area. Area che continua quindi ad essere un’ottima destinazione per gli investimenti:

- Doing Business (WB) i tre paesi hanno valori migliori del valore medio di area, 29 (su 185 paesi – l’Italia e al 73° posto): Estonia   21°, Lettonia 25°, Lituania 27°;

- World Economic Forum nel suo Global Competitiveness Index che analizza 144 paesi (l’Italia è 42°) pone: l’Estonia in 34° posizione, la Lituania in 45° posizione, la Lettonia in 55° posizione;

- positivi e migliori dell’Italia 72° su 174 i tre paesi risultano nel Corruption Index piazzandosi rispettivamente : 32° l’Estonia, 54° la Lettonia,  48° la Lituania;

Ideale porta d’ingresso sia per l’UE che per la Russia i tre paesi sono quindi ottime scelte per gli investitori e il nostro gruppo continuerà ad esserne promotore.

 

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GUALA
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