La manovra economica almeno nei numeri, ovvero nel rapporto fra deficit e Pil, non è forse così diversa da quella messa a punto dai governi precedenti. E intanto un colosso cinese investe in Italia. Ma allora non siamo così rischiosi...

Luigi di Maio. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany
Luigi di Maio. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany

Una manovra evangelica

"Gli ultimi sono finalmente al primo posto!", esulta il ministro dello Sviluppo Economico descrivendo su Facebook la "Manovra del Popolo".


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Più pacate del previsto le reazioni di Bruxelles e Confindustria, nonostante l’impennata dello spread legato al rischio Italia e l’affanno a Piazza Affari.

Pierre Moscovici dichiara, dopo poche ore dall’intesa del Governo italiano sulla nuova legge finanziaria, che l’Unione Europea non ha interesse ad andare allo scontro con l’Italia. «Delle sanzioni sono teoricamente possibili», aggiunge, ma non si sente nello spirito da sanzioni. Il Presidente di Confindustria non si dichiara preoccupato per l’esplosivo aumento del rapporto debito/Pil – da 1,6% a 2,4% - accaduto anche in Francia e Germania, si augura solo che questa manovra possa produrre lo sperato obiettivo di una ripresa omogenea nel Paese. Lo stesso ministro dell’Economia – che ha combattuto fino alla fine – sconfitta la sua linea, decide però di non dimettersi.

Grande soddisfazione per Premier e i due vice Premier che, compatti, hanno sposato fin dall’inizio la linea della "manovra coraggiosa".

Una manovra finanziaria poco tecnica, dunque, e piena di "calore umano". Si raddoppia - quasi - il debito per 3 anni consecutivi durante i quali gli italiani, rincuorati, dovrebbero ritrovare la carica, il genio, lo slancio per rimettere in moto l’economia tanto da poter poi iniziare a ripagare l’aumentato debito contratto.

Sono dunque in arrivo le concretizzazioni delle promesse elettorali: reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione della legge Fornero, pace fiscale. Il governo ha contratto un mutuo con l’Europa con il quale, verosimilmente, si è anche assicurato la tenuta della legislatura per almeno 4 anni, salvo una bancarotta colossale.

Il contraccolpo sui mercati finanziari è stato violento. Le più colpite le banche italiane che, in un giorno, hanno perso una media del 7%, ma ne hanno risentito tutte le Borse europee, in flessione tra l’1 e l’1,5%, ed è oscillato il cambio dell’euro.

Il Governo dovrà comunque presentare la sua proposta di manovra a Bruxelles il 15 ottobre prossimo e riceverà la promozione o bocciatura di Bruxelles entro fino novembre, come tutti gli altri Paesi. Matteo Salvini ha già annunciato che, in ogni caso, il governo italiano «tirerà avanti» con la manovra. Gli analisti sembrano più preoccupati dall’effetto dello scontro tra Italia e Commissione Europea, che potrebbe intensificarsi, che non dai numeri del deficit annunciato. Il 2,4% di deficit «non è una catastrofe», dichiara Adrian Hilton della Columbia Threadneedle Investments, e resta comunque dentro i parametri di Maastricht.

In mezzo a tanta esultanza governativa, decisiva è la tenuta del ministro Tria, a garanzia di una parvenza almeno di responsabilità e stabilità, alla quale ha molto lavorato in queste ore anche il Presidente della Repubblica.

Investitori cinesi in Italia

Dopo una trattativa di mesi per acquisire il 20%, la società cinese Haier - il più grosso gruppo al mondo nella produzione degli elettrodomestici - ha acquistato il 100% dell’azienda Candy dalla famiglia Fumagalli. Brugherio, in Brianza, diventerà headquarter europeo del colosso cinese che, nel segmento delle lavatrici, ha una quota del mercato mondiale del 14,3%.

Innovazione, tecnologia, design e stile italiano è la ricetta che ha convinto i cinesi ad allearsi con la società italiana per potenziare il mercato degli elettrodomestici intelligenti.

L'ennesimo marchio italiano storico passa sotto il controllo di gruppi internazionali, apportatori di capitali, che garantiscono continuità nell’investimento sulla ricerca e sull’innovazione grazie all’accesso a un mercato globale. L’investimento della società cinese è di 475 milioni di euro.

L’anno scorso, l’utile della Candy era sceso da 12 a 2,2 milioni di euro, dopo un investimento di 40 milioni di euro. La Haier, da parte sua, è reduce da un precedente tentativo di produzione di frigoriferi in Italia, fallito nel 2015, ed è anche presente in Italia nel campo della distribuzione. Ci riprova ora con una formula diversa, che prevede la continuità di collaborazione con l’attuale gestione della società Candy. Le due società si sentono altamente complementari in termini di portafoglio di prodotti, marchi e catena di approvvigionamento.

C’è preoccupazione per i circa mille dipendenti italiani della Candy nell’ultimo sito di produzione rimasto aperto in Italia, a Brugherio. I delegati sindacali non sono stati informati e hanno appreso la notizia, dicono, dai giornali. Pochi giorni fa, il 27 settembre, gli stessi sindacati avevano rifiutato un accordo con l'azienda italiana che prevedeva il taglio dei salari del 30%, per evitare il licenziamento di 200 dipendenti. Candy ha 4100 dipendenti nel mondo, con 6 stabilimenti tra Europa, Cina e Turchia.

Dunque, malgrado i dubbi sulla manovra finanziaria del governo, importanti investitori si affacciano nel nostro Paese, segnale positivo per l’intero sistema.

@GiuScognamiglio

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