10 settembre 2018 - Le notizie della settimana in Italia

Matteo Salvini durante un comizio della Lega Nord. REUTERS/Tony Gentile
Matteo Salvini durante un comizio della Lega Nord. REUTERS/Tony Gentile

In Italia, il governo inaugura una stagione meno calda, e non mi riferisco al clima atmosferico...


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Il re-styling della Lega

La Lega come soggetto politico ha i giorni contati, un po’ perché i suoi fondi sono stati sequestrati dai magistrati di Genova, ma soprattutto perché le ambizioni del ‘capitano’ – il leader riconosciuto che ha sostituito il ‘capo’, il fondatore Umberto Bossi - sconfinano il Nord e, a sorpresa, sconfinano anche l’Italia e puntano all’Europa. Il richiamo della sfida europea, che Matteo Salvini sembra avvertire sempre più, è un’interessante variante del claustrofobico tono regionalista prima, poi nazionalista, che finora lo ha connotato e che gli ha portato crescenti ondate di consenso.

Il nuovo partito che Salvini si prepara a lanciare nascerebbe con tutti i sondaggi molto a favore e con la verosimile forza centripeta di calamitare non solo i voti dei suoi alleati Forza Italia e Fratelli d’Italia ma anche del M5S, concretizzando un primato presso l’elettorato italiano che già avrebbe, secondo i sondaggi. È ben chiaro infatti che Salvini non ha in mente nessun tipo di fusione/annessione con gli alleati, il successo della sua comunicazione ha fatto sì che slogan e cavalli di battaglia storici dei suoi alleati - Italia First della Meloni e riduzione delle tasse di Berlusconi - vengano identificati con lui dall’opinione pubblica.

La strategia sembrerebbe quindi quella di lanciare il nuovo soggetto politico in tempo utile per le prossime elezioni europee, immaginiamo a Natale, per esempio, consacrarlo quindi con un verosimile risultato elettorale e operare quindi una revisione della sceneggiatura della maggioranza di governo e, assai probabile, del ruolo di presidente del Consiglio. Per tutto questo, Salvini ha dunque, in qualche modo, bisogno dell’Europa (ironia della storia) e, forse, a questo scopo, ha anche rimodulato la sua polemica (definita ‘eversiva’ dall’opposizione e ‘non condivisibile’ da M5S) con la magistratura, ribadito l’impegno a mantenere il rispetto dei vincoli e delle regole imposte dall’Europa in termini di bilancio e modificato sapientemente la scelta delle camicie e cravatte da indossare. 

Resterà da capire la collocazione politica in un’Europa politicamente confusa, dove il suo alleato naturale, Orban, è curiosamente parte della famiglia popolare del PPE...

Il governo cambia registro

«La manovra sarà rigorosa ma coraggiosa», dichiara il presidente del Consiglio Conte.

«L’obiettivo della manovra è la felicità degli italiani tenendo i conti in ordine», dichiara il ministro del Lavoro e vice premier Luigi Di Maio.

«Non smantelliamo quel che è stato fatto di buono», dichiara il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini riferendosi a Industria 4.0.

È imminente la nuova legge finanziaria, della quale il ‘decreto dignità’ è stato solo un primo assaggio. Il ministro del Lavoro Di Maio assicura che la nuova finanziaria conterrà norme per facilitare e semplificare la vita delle imprese, ‘il primo precario in Italia è l’imprenditore’, dichiara il ministro, ‘spesso anche più dei suoi dipendenti.’ Grande attenzione ai piccoli e medi imprenditori, viene preannunciata. ‘Non siamo più antagonisti delle imprese’, continua Di Maio, e annuncia un nuovo codice del lavoro che dovrebbe eliminare oltre 140 leggi e centinaia di decreti che rendono oggi difficoltosa la comprensione e attuazione delle norme.

La nuova legge di bilancio a cui il governo sta lavorando dovrebbe contenere la risposta alle molte promesse del contratto di governo: la riforma fiscale, la reintroduzione degli ammortizzatori della cigs di 2 anni per i lavoratori di aziende che chiudono, l‘avvio della flat tax a partire dai più piccoli, la pace fiscale (‘per il recupero dei fondi oltre che per giustizia’), il reddito di cittadinanza quale sussidio alla transizione nel mercato del lavoro, il superamento della legge Fornero allo scopo di sbloccare il mercato del lavoro e creare più occupazione, l’annullamento delle accise sulla benzina più datate, lo studio di una banca pubblica per gli investimenti con un rafforzamento della Cassa Depositi e Prestiti, il rilancio degli investimenti con lo sblocco dei fondi già approvati da Bruxelles.

«Non sarà una manovra mordi e fuggi», dice Salvini, «ma una legge di bilancio seria, che faccia crescere l’economia nell’arco di un triennio, con la quale presentarci ai mercati e all’Europa». Intenti e dichiarazioni che fanno ben sperare il mondo delle imprese, dichiara il presidente di Confindustria, chiudendo la deludente parentesi del decreto dignità. Molta carne al fuoco, obiettivi importanti. Il quadro macroeconomico dovrebbe essere garantito dal ministro Giovanni Tria, inviato a Cernobbio, insieme al sobrio ministro della Difesa Elisabetta Trenta, per rassicurare l’Europa e segnalare un nuovo stile del governo italiano, dopo le caldane estive.

 @GiuScognamiglio 

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