Salvini-Di Maio: piccoli passi avanti e le altre notizie dall'Italia

17 aprile 2018 - Le notizie della settimana in Italia

Matteo Salvini e Sergio Mattarella. Italian Presidential Press Office/Handout via REUTERS
Matteo Salvini e Sergio Mattarella. Italian Presidential Press Office/Handout via REUTERS

In Italia, ci avviciniamo lentamente ad una soluzione dell’impasse post-elettorale...

Salvini-Di Maio: piccoli passi avanti

Questa settimana, a Roma, ancora nulla di fatto nel tentativo di formare il nuovo governo. «Il secondo giro di consultazioni con i partiti per formare un nuovo governo non ha portato alcun progresso. Serve un governo nel pieno delle sue funzioni, anche per far fronte alle emergenze internazionali di questi giorni». Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. «Mi prendo alcuni giorni per decidere, per uscire da questo stallo», ha aggiunto il Capo dello Stato.

Riguardo alla crisi siriana, è invece il presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, a prendere la parola, dopo aver parlato con Mattarella. Il premier si dice fedele all’alleanza con gli Stati Uniti, ma precisa che gli aerei alleati che hanno attaccato la Siria non sono partiti dalle basi italiane e che la linea non interventista trova d’accordo tutti i principali partiti. Il governo italiano infine, in asse con la Germania, afferma con forza che l'azione “mirata e motivata" contro l'uso di armi chimiche, "non può e non deve dare inizio a un'escalation".

Anche su questo punto, però, emergono forti divergenze nel centro-destra e tra Lega e 5 Stelle, con Salvini su una posizione molto più filo-russa degli altri leader, anche del suo alleato Berlusconi (paradossalmente...). È verosimile che un accordo Lega-5 Stelle prenderà forma nei prossimi giorni, anche perché il Quirinale ha fatto chiaramente intendere che, se non ci sarà intesa, procederà ad un governo istituzionale, per poter affrontare le emergenze internazionali, provando così a forzare la mano ai due contendenti...

Una politica economica saggia...

Questa settimana, Ferruccio de Bortoli ha analizzato il debito pubblico italiano. Interessanti i dati emersi: ci costa fra i 60 e i 70 miliardi all’anno di interessi, ha toccato i 2.286,5 miliardi e pesa il 131,8% del Pil contro il 116% del 2011. Eppure, lo spread si è ridotto, il deficit dimezzato.

Lo Stato italiano è un buon pagatore, il mercato di Bot e Btp fra i più efficienti. E l’Italia non ha mai fatto default, a differenza dell’Argentina, che anzi ha coinvolto nel crac i risparmiatori. Ma il debito è davvero un problema irrisolvibile? No, per Ferruccio De Bortoli: è necessario, visto l’esaurirsi del quantitative easing, il piano di acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce.

Scrive l’analista: «Una nuova recessione è probabile nei prossimi anni. Sarebbe saggio proteggersi, non solo con le riforme e il taglio delle spese improduttive, ma soprattutto aumentando il cosiddetto avanzo primario». Si tratta della differenza tra le entrate e le spese, al netto degli interessi sul debito. Nel 2017 è calato all’1,9%, ricorda De Bortoli, che diventa l’1,5% considerando l’esborso per il salvataggio delle banche venete: «Basterebbe portarlo un po’ più su, almeno tra il 3,5 e il 4%. Congelare per esempio la spesa in termini reali per i prossimi tre anni, per realizzare un cuscinetto soddisfacente, che ci difenderebbe da eventuali choc e dal ripetersi delle condizioni del 2011».

Sarebbe una ricetta economica ideale di una forza responsabile ed europeista....

@GiuScognamiglio 

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