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Anche l'Ue rischia la morte nel Mediterraneo e le altre notizie dall'Italia

18 giugno 2018 - Le notizie della settimana in Italia

 REUTERS/Jon Nazca
REUTERS/Jon Nazca

In Europa e in Italia, quest’estate sarà dominata dal tema migranti, affrontato dal nuovo Governo con toni e azioni coerenti con la campagna elettorale ma lontani da soluzioni vere. E la colpa è anche degli ultimi governi in Europa, che non hanno mai offerto soluzioni di lungo periodo alla gestione dei flussi..

Nel Mediterraneo rischiano la morte non solo i migranti ma anche l’Unione Europea

Il rifiuto italiano di fornire assistenza e attracco all’imbarcazione Aquarius e al suo equipaggio e la posizione di chiusura, inedita per l’Italia, ha imbarazzato molti. Come effetto secondario, ha spostato la luce su tutti i grandi responsabili della sciatta gestione di un fenomeno che ha a che fare con la mobilità e con la libertà d’iniziativa umana.

Molti in Europa si sono sentiti chiamati in causa e si sono dunque pronunciati. Il governo spagnolo ha offerto la soluzione operativa e umanitaria. Il governo francese ha commentato il cinismo irresponsabile della posizione italiana. Il governo tedesco è entrato in crisi, perché la posizione di Angela Merkel non è condivisa dal ministro dell’Interno del suo governo di coalizione.

Prende forma una potenziale alleanza tra Italia, Germania e Austria su questo tema, diventato centrale nel prossimo Consiglio Europeo del 28 giugno, dopo la bocciatura delle modifiche del trattato di Dublino proposte dalla presidenza bulgara e la necessità comunque di adeguare il regolamento più volte contestato e dimostratosi inefficiente.

Purtroppo, a questo punto della crisi, che non è più solo politica e umanitaria ma soprattutto psicologica, sociale e anche di nervi, parlare di violazione del diritto internazionale non basta più. Qualche leader nell’Unione deve però riprendere le fila della questione e provare a organizzare misure strutturali ed emergenziali intelligenti (una guardia costiera europea? Un ministro europeo delle Migrazioni? Accordi con i Paesi di transito?), gestite da Bruxelles, in modo prioritario e consistente. Aspettiamo candidati; è l’unico modo per opporsi ai neo-sovranismi che oggi trionfano al grido di “stop allo straniero”.

Barriere sempre sbagliate, anche quelle commerciali

Il contratto Lega-5Stelle del nuovo governo italiano non vede di buon grado la ratificazione del Ceta, l’accordo commerciale bilaterale di libero scambio tra Unione Europea e Canada. Il ministro delle Politiche agricole Centinaio ritiene che il trattato non tuteli i prodotti italiani Dop (denominazione di origine protetta) e Igp (indicazione geografica protetta) e chiede al parlamento italiano di non ratificare l’accordo, che rischia così di saltare a livello europeo.

Questa decisione è supportata dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ritiene che il Ceta possa legittimare la ‘pirateria alimentare’ e le imitazioni dei prodotti di qualità italiani.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione Europea. Sono 294 i prodotti DOP, IGP, STG e 523 i vini.

Se siamo tutti d’accordo che ampliare i mercati sia uno dei principali mezzi per crescere, ci auguriamo che la tattica del nuovo ministro miri solo ad ottenere condizioni migliori ma non fino al punto di far saltare un accordo già firmato. Ricordiamoci che la coerenza e l’affidabilità di un Paese vanno confermate proprio da politiche che non cambiano ad ogni nuovo governo... Altrimenti non potremo poi lamentarci se i grandi investitori internazionali ci scarteranno dai loro obiettivi, con inevitabili impatti su crescita e occupazione...

@GiuScognamiglio

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