Migranti: ultima spiaggia. E le altre notizie dall'Italia

25 giugno 2018 - Le notizie della settimana in Italia

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il primo ministro italiano Giuseppe Conte durante l'incontro a Bruxelles per discutere della crisi migranti. Geert Vanden Wijngaert/Pool via Reuters
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il primo ministro italiano Giuseppe Conte durante l'incontro a Bruxelles per discutere della crisi migranti. Geert Vanden Wijngaert/Pool via Reuters

Migranti: ultima spiaggia

Questa domenica a Bruxelles, un vertice europeo a 10 discute di immigrazione in preparazione del Consiglio Europeo del 28 giugno. Il governo italiano presenta le sue proposte nella gestione dei migranti in arrivo dal Mediterraneo, puntando sul superamento del Trattato di Dublino: a) applicarlo solo alle frontiere terrestri mentre, per i salvataggi in mare, responsabilità congiunta europea; b) assistenza ai rimpatri volontari, centri europei di assistenza e registrazione dei migranti nella sponda sud del Mediterraneo per una maggiore selezione a monte delle partenze; c) finanziamento al Trust Fund Africa. Queste le principali proposte che il governo italiano presenterà, con l’obiettivo - condivisibile - di europeizzare la crisi originata dalla incapacità italiana, ma non solo, di gestione dei flussi.

Sono volate parole grosse tra Francia e Italia: ‘lebbra populista’ è stata l’espressione scelta da Macron, alla quale ha risposto il governo italiano accusando il presidente francese di ‘ipocrisia’, riferendosi all’esercito francese schierato alla frontiera di Ventimiglia, dimenticando che la chiusura francese è originata dalle decine di morti vittime del terrorismo di matrice islamica, dunque una circostanza senza dubbio eccezionale.

Il nuovo caso, dopo la nave Aquarius, è quello della nave della ong tedesca Lifeline che, per qualche ragione, sembra battere bandiera olandese. Lifeline è intervenuta in soccorso di 300 migranti naufragati in mare libico, che vorrebbe far sbarcare in Italia, l’approdo più naturale.

«Facciano un giro più lungo e approdino in Olanda», sostiene Salvini, ministro dell’Interno italiano, rifiutando di accoglierli. Il governo olandese fa sapere che la nave è in realtà apolide; dunque, concordano i governi italiano e olandese, non potrebbe navigare in acque internazionali e, se attraccasse, verrebbe sequestrata e il suo equipaggio arrestato.

Nel frattempo, Lifeline è bloccata in acque libiche, con circa 300 persone a bordo e la capienza per 50. ‘Taxi del mare’, li definisce la Lega. 

Ma qual è la verità? Le ong lucrano sul traffico di migranti o sono missionari? Noi abbiamo un’opinione netta in proposito, anche se la materia è complessa:

  1. Non ha alcun senso neanche immaginare che sorgano ong con l’unico scopo di lucrare sui viaggi della speranza dei disperati in fuga da guerre o da condizioni economiche drammatiche. Poi, se si dimostrerà che c’è qualche delinquente infiltrato, si condannerà, senza per questo biasimare l’opera umanitaria della stragrande maggioranza delle ong che, per definizione, nascono con finalità umanitarie.
  2. È altrettanto vero che molte di queste navi non rispettano le regole, peraltro non adeguate alla nuova casistica relativa ai flussi migratori, di avvicinamento a fari spenti alle coste nordafricane, sotto un certo limite: si avvicineranno certamente più del consentito e a fari accesi, facilitando così il carico di migranti e quindi, indirettamente, il compito dei trafficanti di uomini, quelli sì, senza scrupoli. 

Ma come facciamo a concludere che dunque le navi delle ong non debbano essere accolte? E dunque, quale soluzione suggeriamo? Intanto, è necessaria una soluzione europea, con la quale non dobbiamo antagonizzare, ma dialogare! Gestiamoli questi flussi, insediamo un tavolo europeo che dialoghi con le ong, creiamo una guardia costiera che batta bandiera europea, finanziamo un piano Marshall nei Paesi di provenienza dei flussi, strutturiamo una politica estera e della difesa europea,  che siano in grado di contribuire in modo decisivo alla risoluzione dei conflitti in Siria e in tutti i Paesi origine di richiedenti asilo.

E finiamola con l’illusione che sia sufficiente dirottare navi per risolvere il problema, fino a quando accadrà la prossima tragedia...

Economia: tutelare e semplificare, come conciliarli?

Il primo decreto-legge del governo Conte interviene sulle regole del mercato del lavoro, dando un segnale e un seguito alle pesanti critiche degli attuali partiti di governo nei confronti del provvedimento del 2014 conosciuto anche come Jobs Act.

“Combattere il precariato” è lo slogan, largamente condiviso anche da Confindustria. Molto delicato è invece capire bene quali provvedimenti e regole possono effettivamente ridurre la precarietà del lavoro senza bloccarne la fluidità e senza spaventare gli investimenti.

Questo primo provvedimento – fatto in velocità per farlo approvare  prima che le Camere entrino in pausa estiva – prende di mira i contratti a termine, liberalizzati nel decreto Poletti del 2014. Si intende circoscriverne le motivazioni e i profili, ridurre il numero delle proroghe consentite, limitare la possibilità di libera contrattazione aziendale, modificarne le durate e i tetti di utilizzo.

Il secondo provvedimento del primo decreto-legge del nuovo governo è un piccolo assaggio in materia fiscale: dal 1 luglio, è previsto che, per utilizzare la popolare “scheda carburante” per certificare le spese di rifornimento benzina, il distributore attesti l’avvenuto rifornimento al possessore di partita IVA (persona fisica o giuridica) solo attraverso l’emissione di una fattura elettronica, quale ennesimo e giustissimo capitolo della lotta al contante, fonte di tanti guai (evasione fiscale, rapine, tanto per citarne due). La ratio di entrambi questi provvedimenti è logica e condivisibile, il diavolo è nei dettagli: attenzione a non provocare impatti negativi sull’occupazione (il costo del lavoro resta ancora più alto in Italia della media euro), con i provvedimenti succitati, da un lato; dall’altro, sarà importante semplificare prima la fatturazione elettronica, oggi complicatissima. 

@GiuScognamiglio

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