Il ritorno di Renzi e le altre notizie dall'Italia

30 aprile 2018 - Le notizie della settimana in Italia

L'ex presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. REUTERS/Remo Casilli
L'ex presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. REUTERS/Remo Casilli

In Italia ci illudiamo che i mercati ci aspettano per sempre..

Il ritorno di Renzi

Questa settimana, a Roma, a oltre cinquanta giorni dalle elezioni, il dialogo tra il Pd e il M5S «é avviato», riferisce il presidente della Camera, Roberto Fico al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Maurizio Martina, segretario reggente dei dem, sottolinea che le differenze tra i due partiti sono evidenti, ma per una questione di responsabilità nei confronti del Paese e dei cittadini, ogni decisione dovrà «essere collettiva». 

Qualche ora fa, però, il redivivo Renzi ha sconfessato il tentativo del suo segretario, dichiarando che non voterà mai la fiducia ad un governo grillino. Siamo dunque ad una fase di stallo certificata: difficilissimo immaginare quale soluzione. Ne prefiguro tre come verosimili, con una stessa percentuale di probabilità:

  1. riemerge l’accordo tra i vincitori, Salvini e Di Maio, trovando una soluzione per il caso Berlusconi;
  2. Un governo istituzionale, per cambiare la legge elettorale e poco altro. Voto dunque con le europee, nell’autunno del 2019;
  3. Un governo pre-elettorale, per elezioni immediate, autunno di quest’anno.

I primi 10 giorni di maggio ci diranno quali di questi scenari si concretizzerà.

Economia senza governo

Questa settimana a Roma, il Consiglio dei ministri ha approvato il Def, ovvero il documento di programmazione economica e finanziaria, in cui il governo anticipa le politiche economiche e le previsioni future. Il presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che si tratta di un Def ‘particolare’ che non contiene la parte programmatica delle riforme, che spettano al prossimo governo, ma soltanto previsioni sull’andamento dell’economia. La previsione più rilevante riguarda la crescita del Pil che è stata confermata all’1,5% nel 2018, con una decrescita di un decimale nel 2019 e 2020. Nessun effetto strutturale sul deficit, che dopo il 2,3% del 2017 conferma la propria discesa all’1,6% e a seguire 0.9% durante il prossimo anno. Tuttavia, anche se le previsioni sembrano buone, alcuni economisti temono lo ‘shock protezionistico’ che potrebbe manifestarsi a seguito di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Tale shock potrebbe far diminuire la crescita dell’economia italiana di tre decimali nell’anno corrente e di sette il prossimo: numeri che cambierebbero radicalmente le previsioni attuali.

Si evidenzia che, in sede di Consiglio, è stato anche approvato un decreto che proroga di sei mesi il tempo a disposizione dei commissari per vendere Alitalia. 

Restare ancora alcuni mesi senza governo è un lusso che forse non possiamo permetterci...

@GiuScognamiglio 

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