21 maggio 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu  applaude l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu applaude l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme. REUTERS/Ronen Zvulun

Troppi morti per Gerusalemme capitale

Questa settimana, a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato ufficiale lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, ipotecando dunque per la città santa dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam la dimensione politica di nuova capitale ufficiale di Israele.


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Nel maggio del 1948, lo Stato di Israele è stato formalmente riconosciuto dal presidente americano Harry Truman. Il 14 maggio di quest’anno, in occasione del 70esimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza di Israele, viene inaugurata l’ambasciata americana a Gerusalemme. Come arriviamo al pronunciamento di Donald?

Bisogna risalire alla guerra dei sei giorni del 1967, tra Israele da una parte ed Egitto, Siria e Giordania dall’altra, con la rapida e totale vittoria di Israele. Le Nazioni Unite intervennero con la risoluzione 242, che sosteneva l’opzione land for peace (territori in cambio di pace): Israele si sarebbe ritirato dai territori occupati in cambio del riconoscimento dello Stato da parte degli Stati arabi confinanti. Tuttavia, solo dopo la firma degli accordi di Oslo nel 1993, porzioni di questi territori furono amministrati dall'Autorità Nazionale Palestinese, che dichiarò Gerusalemme Est capitale. Israele, d’altra parte, riconosce solo una “Gerusalemme unita” come capitale.

Il gesto simbolico del presidente americano è dunque il regalo più grande che Israele potesse desiderare, nel giorno dei suoi 70 anni di indipendenza. I palestinesi, invece, ricordano il 15 maggio come Nakba, ovvero “la catastrofe”. Se da un lato, dunque, vi è aria di festeggiamenti, sulla Striscia di Gaza, a meno di 80 km da Gerusalemme, si sono scatenate violente proteste, brutalmente contenute dalle autorità israeliane (più di 60 morti accertati). La scelta del presidente Trump, oltre a provocare un ulteriore strappo nei rapporti tra israeliani e palestinesi, costituisce un colpo mortale all’autorevolezza degli Stati Uniti come mediatore nel processo di pace. L’ossessione di Trump sembra continui ad essere - almeno in politica estera - quella di distanziarsi in modo clamoroso dalla linea Obama, anche a costo di decine di morti...

UNIONE EUROPEA - Più attenzione alla sicurezza informatica

Questa settimana, a Bruxelles, la Commissione Affari esteri ha votato per migliorare la sicurezza informatica delle forze militari dei Paesi Ue. L’idea è di rafforzare, e conseguentemente migliorare, le capacità di difesa nazionali e, quindi, aumentare le risorse economiche per identificare più facilmente la provenienza degli attacchi.

Nella stessa giornata, la Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia ha votato una relazione per utilizzare la blockchain in settori quali energia, sanità, industria, trasporti e finanza. La blockchain non è che un registro digitale contenente informazioni che possono essere usate e condivise da diversi utenti, anche contemporaneamente. Le aspettative sono di una maggior sicurezza nei diversi settori industriali.

@GiuScognamiglio

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