La farsa del Venezuela e le altre notizie dal mondo

28 maggio 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Nicolas Maduro. REUTERS/Marco Bello
Nicolas Maduro. REUTERS/Marco Bello

In Venezuela accadono fatti che ha no poco a che vedere con la democrazia. A Bruxelles si prova, per primi nel mondo, a regolamentare la protezione dei dati personali, al di là della buona volontà di Zuckerberg.

LA FARSA DEL VENEZUELA

Questa settimana, a Caracas, Nicolás Maduro è stato rieletto Presidente del Venezuela per un nuovo mandato di sei anni. Maduro ha ottenuto 5,8 milioni di voti, il 67,7 per cento, mentre il suo principale avversario, Henri Falcón, ne ha ottenuti 1,8 milioni pari a solo il 21,2 per cento. L’affluenza è stata bassa, 46 per cento, rispetto alle elezioni del 2013 dove circa l’80 per cento della popolazione si è recata ai seggi. L’opposizione sostiene che l’affluenza sia stata addirittura inferiore rispetto a quanto dichiarato dal Consiglio Elettorale Nazionale (CNE). Ancora prima dell’inizio delle elezioni, gli Stati Uniti, il Canada, l’Unione Europea a una dozzina di paesi dell’America Latina hanno dichiarato che non avrebbero riconosciuto il risultato e negli ultimi giorni gli ambasciatori di almeno quattordici paesi hanno lasciato Caracas in segno di protesta. Russia, El Salvador, Bolivia, Cuba e Cina hanno espresso il loro sostegno per la giornata elettorale.

Mentre Pechino sostiene che il mondo debba “rispettare la scelta del popolo venezuelano”, è proprio il popolo venezuelano che ci dimostra la farsa di queste ultime elezioni: secondo l’Ufficio Internazionale per la Migrazione, sono 5000 al giorno i venezuelani che tentano di lasciare il paese in cerca di un futuro migliore. Dopo le elezioni presidenziali, gli Stati Uniti hanno imposto delle sanzioni economiche sul Venezuela, che il Ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, sostiene siano “in assoluta contraddizione con il diritto internazionale”. Come risposta, il Presidente Maduro ha ordinato l’espulsione di due funzionari americani: Todd Robinson e Brian Naranjo.

Se è vero che i tre paesi latinoamericani citati (a cui va aggiunto il Nicaragua dei moderni satrapi Ortega e moglie) sostengono la regolarità del voto, ve ne sono ben quattordici, sempre latinoamericani (il cosiddetto gruppo di Lima), che non solo hanno isolato il Venezuela di Maduro, ma hanno fatto rinviare un Vertice UE-CELAC proprio in rifiuto a Maduro.

A livello europeo c'è un paese particolarmente contraddittorio sul Venezuela, la Spagna. Rajoy - che peraltro adesso ha ben altro a cui pensare- prima ha ritirato l'ambasciatore e poi lo ha reinsediato. Podemos è stata finanziata dai petrodollari di PDVESA. Il PSOE è bicefalo (forse volutamente, per prepararsi pragmaticamente ad ogni sbocco). Gonzalez fa l'antiMaduro, cercando di entrare  a Caracas per fare l'avvocato dell'oppositore detenuto Leopoldo Lopez, e facendosi  espellere alla frontiera davanti alle telecamere; invece Zapatero indossa i panni "mediatore di sua maestà", coprendo Maduro sul versante elettorale. Entrambi sono del PSOE...

Il punto, comunque, è che di fronte ad un regime corrotto, violento, e ormai apertamente criticato anche da molti "chavisti doc", l'opposizione non è stata in grado di mettere in campo uno straccio di strategia unitaria, divisa e lacerata al suo interno dalla stessa malattia che portò all'avvento di Chavez. Sono trascorsi vent'anni ma pare non aver ancora appreso la lezione... 

UNIONE EUROPEA - LA PRIVACY HA NUOVE REGOLE, COMPLICATE

Questa settimana, a Bruxelles, è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali (Gdpr). L’obiettivo è di aumentare la trasparenza, la sicurezza e specialmente la responsabilità introducendo regole più chiare su informativa e consenso. Le nuove regole concernono tutte le aziende che operano all’interno dell’Unione Europea, anche quelle con sede all’estero. Per la prima volta, le leggi sulla privacy di 28 paesi diversi vengono sostituite da un unico regolamento Ue. Tuttavia, non tutti saranno soggetti alle nuove regole. Le istituzioni comunitarie, in quanto non stati, continueranno a fare riferimento ad altre regole: regolamento 45/2001 che disciplina il trattamento e la circolazione dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organi comunitari.

Non facilissima l’applicazione: le prime ore stanno registrando tilt e collassi di vari sistemi, accompagnati da proteste degli utenti, che sembrano più spaventati dalle nuove difficoltà di uso dei loro device che dalla violazione della loro privacy...

@GiuScognamiglio

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