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Macron da Donald e le altre notizie dal mondo

30 aprile 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Il presidente francese Emmanuel Macron brinda al presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una cena di stato alla Casa Bianca a Washington, negli Stati Uniti il 24 aprile 2018. REUTERS / Carlos Barria
Il presidente francese Emmanuel Macron brinda al presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una cena di stato alla Casa Bianca a Washington, negli Stati Uniti il 24 aprile 2018. REUTERS / Carlos Barria

Mentre Macron cerca un dialogo anche con l’imprevedibile alleato americano, la May continua a condurre il Paese alla deriva, forse senza accorgersene

Macron irretisce Donald?

Questa settimana, a Washington, il presidente americano Donald Trump ha invitato il presidente francese Emmanuel Macron alla Casa Bianca. La visita di Stato del presidente francese è stata la prima a Pennsylvania Avenue da quando è stato eletto presidente. È durata tre giorni, nei quali i due presidenti hanno affrontato diversi argomenti, anche controversi: l’accordo sul nucleare con l’Iran, l’ambiente, il futuro della Siria. Il presidente francese ha inoltre tenuto un discorso al Congresso statunitense a camere riunite, nel quale ha sottolineato che l’isolazionismo rappresenta una delle minacce più grandi del progresso civile. Nazionalismo e isolazionismo possono solamente essere ‘rimedi temporanei alle nostre paure’ e—continua Macron—‘the only thing we have to fear is fear itself’, citando Frankiln Roosvelt, 1933. Attribuendo agli Stati Uniti il merito di aver plasmato il multilateralismo in politica internazionale, Macron ha indirettamente espresso le sue perplessità riguardo alle ultime scelte del presidente americano, dai dazi su alluminio e acciaio alla decisione di abbandonare il Paris Agreement, rispetto alla quale Macron ha ricordato che ‘non esiste un pianeta B’. Un altro tema di cui Macron ha sottolineato l’importanza nel suo discorso, è l’accordo sul nucleare iraniano: ‘Non ora. Non in cinque anni. Non in dieci anni. Né mai, l’Iran dovrebbe avere armi nucleari’, ha affermato Macron. Ma è per questo che “dobbiamo lavorare insieme per un nuovo è più efficace accordo”, cercando così di indurre Trump a un atteggiamento più costruttivo nei confronti degli Ayatollah.

Unione Europea - Londra alla deriva

Questa settimana, a Londra, il Parlamento inglese ha approvato una mozione a favore della creazione di un’unione doganale con l’Unione Europea. Il voto non è vincolante, il che significa che non tutti hanno preso parte al dibattito e, soprattutto, che tale decisione non condizionerà il governo May. Tuttavia, il primo ministro inglese non sembra cedere: Theresa May avrebbe infatti dichiarato che cercherà proposte alternative alla Customs Union. Ricordiamo che il voto favorevole all’uscita dall’Unione Europea (referendum 3 giugno 2016) ha imposto al Regno Unito un cambiamento nelle relazioni commerciali con l’Unione: precisamente, per poter mantenere l’accesso privilegiato di cui fino ad ora ha goduto, il Regno Unito dovrebbe riorganizzare gli accordi con un totale di 52 Paesi (22 trattati commerciali tra Unione e singoli Paesi, 5 accordi multilaterali firmati dall’UE che riguardano più Paesi).

La classe dirigente inglese sembra non aver ancora metabolizzato il caos verso il quale sono destinati a navigare, a seguito della scellerata decisione referendaria...

@GiuScognamiglio 

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