eastwest challenge banner leaderboard

Crisi di governo non solo in Italia e le altre notizie dal mondo

4 giugno 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Mariano Rajoy dopo la mozione di sfiducia. Pierre-Philippe Marcou/Pool via REUTERS
Mariano Rajoy dopo la mozione di sfiducia. Pierre-Philippe Marcou/Pool via REUTERS

La Spagna non sembra messa meglio di noi, che presentiamo finalmente un governo.

Intanto, prende forma la peggiore guerra commerciale Usa-Europa degli ultimi 30 anni...

Crisi di governo: non solo Italia

Questa settimana, a Madrid, il premier spagnolo Mariano Rajoy, in carica dal 2011, è stato sfiduciato dal parlamento. Quest’ultimo periodo è stato particolarmente turbolento: la mozione di sfiducia è stata presentata dopo le condanne del cosiddetto “caso Gürtel”, l’ennesimo scandalo che ha coinvolto diversi uomini d’affari vicini all’imprenditore spagnolo Francisco Correa e a molti esponenti del Partito popolare (Pp), la forza a cui appartiene Rajoy.

Tra le accuse, che hanno rivelato una fitta rete di attività illecite e criminali, figurano corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Si tratterebbe per lo più di finanziamenti illegali al Pp, soprattutto nelle comunità autonome di Madrid e Valencia. La mozione contro il governo di Mariano Rajoy è stata presentata dal partito socialista di Sànchez (Psoe) e ha avuto 180 voti a favore (i deputati di Podemos, i nazionalisti moderati baschi, i radicali e i due partiti catalani); 169 contro (tra cui Ciudadanos di Albert Rivera e il Partito popolare di Rajoy) e un’astensione.

Si apre ora in Spagna una fase politica inedita. Anzitutto, Rajoy deve dare immediatamente le dimissioni al re Felipe VI che, nei prossimi giorni, nominerà Sánchez capo di governo. Nel frattempo, dice la Costituzione spagnola, quest’ultimo si “intenderà incaricato” automaticamente dal parlamento. Sánchez, da parte sua, ha affermato che è sua volontà convocare elezioni anticipate, ma non ha proposto alcuna data.

Le questioni politiche che potrebbero aprirsi dopo la sfiducia a Rajoy sono tre. 1) Una possibile faida interna al Pp per la leadership: secondo la stampa spagnola, diversi dirigenti del partito vorrebbero accantonare Rajoy. Questo favorirebbe la nomina di un altro presidente di partito. Non è chiaro però cosa succederà esattamente, perché per il momento la direzione nazionale continua a difendere Rajoy, considerato la miglior garanzia all’unità del partito. 2) Il nuovo governo guidato dal Psoe: il partito socialista, alle ultime elezioni, ha ottenuto il 22% dei voti ed è stato appoggiato in parlamento dagli indipendentisti catalani nella mozione contro Rajoy. Sánchez ha promesso loro di avviare un nuovo dialogo sullo status della Catalogna, una cosa che Rajoy di fatto si era rifiutato di fare, ma ha specificato che i negoziati dovranno rimanere all’interno delle regole stabilite dalla Costituzione spagnola e dallo Statuto di autonomia della Catalogna. 3) Il nuovo governo: Sànchez potrebbe proporre un monocolore di minoranza, oppure una coalizione. Ovviamente, non mancano i dubbi sulle possibilità di durata del nuovo governo. Sánchez ha affermato che resterà al potere "alcuni mesi" per restituire "stabilità" al Paese e affrontare con un altro spirito la crisi catalana. Dopodiché convocherà nuove elezioni. Tempo stimato? Non ci è dato sapere… una cosa, comunque, resta certa: la crisi che sta affrontando l’Europa da ormai un decennio non è ancora risolta...

UNIONE EUROPEA - Usa e Ue si scontrano sui dazi

Questa settimana, a Bruxelles, è arrivata la risposta ai nuovi dazi decisi dall’amministrazione Trump a carico dell’import dalla Ue: il presidente Usa ha infatti stabilito di applicare le tariffe su acciaio (25%) e alluminio (10%). La scure cade anche su Canada e Messico, nonostante le trattative in corso con Washington sulla riforma del Nafta, l’area di libero scambio del Nordamerica.

Immediata la risposta di Bruxelles: il presidente del Comitato per il commercio internazionale del parlamento europeo Bernd Lange (S&D, Germania) ha rilasciato la seguente dichiarazione sulle nuove tariffe statunitensi. «Il Comitato per il commercio internazionale del parlamento europeo condanna la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi doganali sulle importazioni di acciaio e alluminio dall'Ue. Sosteniamo pienamente la Commissione europea nella sua posizione contro i doveri arbitrari che contraddicono chiaramente le regole dell'Omc. L'Ue deve reagire immediatamente con una risposta ferma ma proporzionata. Il commercio sleale deve essere combattuto nell'Omc e nel G20 Global Forum on Steel Excess Capacity. Le riforme delle regole commerciali sono possibili, ma attraverso negoziati in questi forum e non attraverso misure unilaterali. L'Ue ha costantemente mostrato la volontà di discutere con gli Stati Uniti le questioni commerciali di interesse per entrambe le parti, ma ha anche chiarito che non negozieremo sotto minaccia. Chiediamo agli Stati membri di garantire un'unità a livello Ue nella nostra risposta per proteggere i nostri cittadini».

La guerra commerciale degli Usa con l’Europa è veramente senza senso...

@GiuScognamiglio

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA