La svolta di Kim e le altre notizie dal mondo

7 maggio 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Korea Summit Press Pool/Pool via Reuters
Korea Summit Press Pool/Pool via Reuters

Le Coree segnano una tappa storica nelle loro relazioni.

LA SVOLTA DI KIM

Questa settimana, al confine tra le due Coree, il leader nord coreano, Kim Jong Un, e il Presidente Sud Coreano, Moon Jae-in, hanno segnato la storia. Come da protocollo diplomatico, i due leader si sono stretti la mano sopra il gradino di cemento che da 65 anni segna il confine tra i due Paesi, nel villaggio di Panmunjom. Kim ha fatto il primo passo: dal 1953, anno dell’armistizio che segnò la fine della guerra di Corea, nessun leader nordcoreano aveva più messo piede in Corea del Sud. Il Presidente Moon ha subito ricambiato il gesto, oltrepassando il confine a sua volta. I due leader hanno discusso, in un summit che si è tenuto a Panmunjom (Corea del Sud), la denuclearizzazione della penisola e un possibile accordo di pace che, dichiara il Presidente, “segnerebbe l’inizio di una nuova era”. Alla fine dell’incontro, Kim e Moon hanno letto e sottoscritto una storica dichiarazione, nella quale si afferma che “non ci sarà mai più guerra nella penisola di Corea”. Tuttavia, per ufficializzare il ‘cessate il fuoco’, l’accordo non può essere limitato a Pyongyang e Seul, ma dovrebbe essere esteso anche e soprattutto a Washington e Pechino, principali accusatore e difensore/sostenitore di Kim…

UNIONE EUROPEA - NUOVO BUDGET: PROVE DI FEDERALISMO

Questa settimana, a Bruxelles, la Commissione Europea ha definito il prossimo budget Europeo. Il nuovo bilanciò per il 2021-2027 coprirà il periodo immediatamente successivo all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per il 29 marzo 2019. La proposta economica della Commissione, rivela le priorità dell’Unione: difesa, immigrazione e istruzione. Si parla di una somma di stanziamenti a lungo termine di 1.135 miliardi di euro, pari al’1,11% del reddito nazionale lordo dell’Ue a 27 membri, che prevedrà inoltre un aumento del contributo finanziario di ogni membro dall’attuale 1% del PIL a circa 1,1%. L’aumento del contributo, come del resto i tagli ai fondi per le politiche agricole e di coesione, sono scelte dettate dal gap finanziario che provocherà l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il nuovo budget è “un piano pragmatico e realistico per fare di più, avendo di meno” dichiara il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Il nuovo budget dovrà essere approvato dal Consiglio all’unanimità, con il consenso del Parlamento Ue. Se guardiamo quali voci hanno sostituito le nuove, possiamo dire che stiamo facendo passi avanti verso una dimensione federale: è più federale infatti una difesa comune che un’agricoltura comune...

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