9 aprile 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. REUTERS/Ricardo Moraes
L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. REUTERS/Ricardo Moraes

Lula finisce in galera, pur marcando un vantaggio importante nei sondaggi per le prossime presidenziali: torna di attualità il rapporto insano tra politica e giustizia.


LEGGI ANCHE : Contro i dazi di Trump, l'Europa gioca la carta messicana


Lula in prigione! Giudici d’assalto...

Questa settimana, in Brasile, la Corte Suprema ha deciso, con una maggioranza di 6 a 5, che l’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva dovrà andare in prigione, mentre si conclude il secondo processo di appello per le accuse di corruzione nei suoi confronti.

Lula, che è stato presidente del Brasile dal 2003 al 2011 ed è una delle figure politiche più amate del Paese, era stato condannato per corruzione la scorsa estate, in un processo legato allo scandalo Petrobras, inchiesta cominciata nel marzo del 2014, che coinvolge i dirigenti della compagnia petrolifera di Stato Petrobras e le principali aziende brasiliane per le costruzioni e i lavori pubblici. Queste società si sono occupate in particolare della costruzione delle infrastrutture per l’estrazione del petrolio al largo delle coste brasiliane.

La decisione era stata confermata in appello a gennaio e la sua condanna era stata aumentata da 9 a 12 anni di carcere, come chiesto dall’accusa. Lula ha fatto ricorso alla Corte Suprema, l’ultimo grado di giudizio della giustizia brasiliana, e si aspettava di poter rimanere libero fino alla decisione finale. Giovedì mattina, tuttavia, la Corte Suprema ha respinto la sua richiesta, applicando una legge che dal 2016 consente di mandare in carcere chi abbia subito una condanna in appello, anche se ci sono ricorsi pendenti.

Sebbene con un giorno di ritardo, comunque, Lula si è consegnato alla polizia federale ed è stato portato a Curitiba, capitale dello Stato di Paraná, per iniziare a scontare la sua condanna a dodici anni di detenzione per corruzione. Prima di consegnarsi, Lula ha partecipato a una messa in memoria di sua moglie e ha tenuto un discorso davanti ai suoi sostenitori, in cui ha detto di non essere al di sopra della legge e di credere nella giustizia.

Rispetto all’accusa, si dice innocente e questo è anche il parere di molti opinionisti occidentali, noi inclusi, che non ci arroghiamo la presunzione della conoscenza della documentazione dell’accusa. Tuttavia, molti passaggi di questa lunga storia giudiziaria lasciano intuire un intento persecutorio da parte di una magistratura, quella brasiliana, che sembra aver assorbito in toto il peggio dell’invadenza istituzionale che sta caratterizzando la magistratura di molte democrazie occidentali. Una riflessione profonda e rapida di impone in molti paesi democratici per riportare equilibrio nei poteri, oggi decisamente squilibrato a favore della magistratura...

UNIONE EUROPEA - Bruxelles protegge i big data

Questa settimana, a Bruxelles, la Commissione europea ha valutato una serie di riforme che interessano, in primo luogo, i colossi del tech: si tratta di interventi sul trattamento dei dati e delle informazioni personali. La stretta di Bruxelles corrisponde, di fatto, a un vero e proprio regolamento: si tratta infatti di una norma generale sulla protezione dei dati (General data protection regulation, 679/2016), in vigore dal 2016 e con efficacia dal 25 maggio 2018.

Il testo è stato voluto dalla Commissione per «disciplinare il trattamento dei dati personali relativi alle persone nell'Ue, da parte di persone, società o organizzazioni». In altre parole, si andrà a regolare la distribuzione a fini commerciali di informazioni sui cittadini europei, a prescindere dalla sede legale dell'azienda che ne fa uso, che può essere interna o esterna alla Ue.

Tra le modifiche più nette rispetto al passato, ci sono l'obbligo di richiedere il consenso all'uso dei dati con un linguaggio «semplice e chiaro» (contro le chilometriche informative proposte oggi), un grado molto più dettagliato di informazioni sui dati raccolti e loro destinazione e la portabilità dei dati: ossia la libertà assoluta per l'utente di ricevere e trasferire informazioni su altri social network e dispositivi. Per la primavera, inoltre, è attesa una policy sulle fake news: la Commissione europea sta per pubblicare una comunicazione su «come affrontare la disinformazione online», soprattutto in vista delle elezioni dell'Europarlamento di maggio 2019.

@GiuScognamiglio 

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE