9 luglio 2018 - Le notizie della settimana dal mondo

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump cammina sul South Lawn della Casa Bianca al suo ritorno da Bedminster, nel New Jersey, a Washington, Stati Uniti, l'8 luglio 2018. REUTERS / Yuri Gripas
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump cammina sul South Lawn della Casa Bianca al suo ritorno da Bedminster, nel New Jersey, a Washington, Stati Uniti, l'8 luglio 2018. REUTERS / Yuri Gripas

La frusta di Trump sulla Nato non riesce ancora a risvegliare una reazione europea verso un’Unione della Difesa. La Germania salva il quarto governo Merkel (per ora).


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Lettere dalla Casa Bianca. Trump bastona la NATO.

“La pazienza degli Stati Uniti sta per finire”. A una settimana dal summit di Bruxelles dell'Alleanza Atlantica, Donald Trump va all'attacco degli alleati della NATO, accusandoli di non spendere abbastanza per la difesa e di approfittarsi degli Stati Uniti. Lettere di fuoco, cariche della solita retorica politica, spedite dal Presidente americano a una ventina di paesi dell’Alleanza, in primis alla Germania, accusata di essere “il cattivo esempio”.

La questione della spesa sugli armamenti non è nuova, già l’amministrazione Obama aveva chiesto agli alleati uno sforzo maggiore, cioè una spesa equivalente a quel 2% del Pil, che è l’obiettivo condiviso da tutti i paesi dell’alleanza da raggiungersi entro il 2024. Washington, che oggi spende circa il 3,6% del Pil nella difesa, non perde occasione per chiedere agli alleati di onorare gli impegni, anche se gli investimenti europei sono già molto aumentati e si aggirano intorno all’1,45% del Pil complessivo.

Angela Merkel, durante un intervento al Bundestag, ha promesso maggiori investimenti, cercando di placare le acque in vista del summit, dopo che il consigliere per la sicurezza nazionale americano, il falco neo-conservatore John Bolton (peraltro membro del nostro Comitato Scientifico), aveva criticato apertamente la Germania, durante alcune interviste televisive. Il prossimo vertice della NATO si annuncia quindi insidioso, dopo il disastro del G7 e alla vigilia di un altro incontro importantissimo: quello del 16 luglio a Helsinki tra Trump e Putin.

UNIONE EUROPEA - Pace fatta in Germania, forse... Europa salva, per ora...

Alla fine Horst Seehofer non si è dimesso. Dopo aver spinto la Germania sull'orlo della crisi di governo, il Ministro dell’interno tedesco ha trovato un’intesa con la cancelliera e salvato la poltrona. Di fatto, l’accordo riesuma la proposta, scartata nel 2015 per l'opposizione della SPD, della creazione di aree di transito vicino ai confini. Se è vero che i richiedenti asilo in attesa al confine non potranno essere respinti, come voleva la CSU, l’accordo prevede che i migranti siano spostati in centri di transito, ancora da creare, dove saranno trattenuti finché non sarà possibile capire se abbiano diritto di presentare regolare domanda d’asilo in Germania o se siano stati già registrati in altri paesi europei.  Non è certo se l'espediente sarà compatibile con le regole europee e soprattutto come reagiranno l’Austria e l’Italia.  Questa settimana, si terrà un primo incontro a tre tra i responsabili degli Interni dei tre paesi.

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha commentato l’intesa dicendo che è al vaglio del servizio legale della Commissione, ma che a prima vista sembrerebbe conforme al diritto europeo. ‘Quello che comporta per gli altri paesi non è visibile o prevedibile adesso’ ha aggiunto. La stabilità tedesca è più che mai necessaria all’Europa, che si appresta ad affrontare grandi sfide, che vanno oltre la questione delle migrazioni, e che rischiano di essere oscurate dalla ricerca di facili consensi!

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