Altro che "anatra zoppa", dopo il midterm Trump silura il Segretario alla Giustizia Sessions, accusato di non averlo protetto sul Russiagate. Se vogliono contrastarlo, i Dem devono puntare sui volti nuovi. Intanto Macron rilancia l’idea di un esercito europeo. E l'Italia (purtroppo) decide di restarne fuori

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump visita il cimitero americano di Suresnes. Francia, 11 novembre 2018. REUTERS / Christian Hartmann / Pool
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump visita il cimitero americano di Suresnes. Francia, 11 novembre 2018. REUTERS / Christian Hartmann / Pool

Tutti si stavano chiedendo cosa sarebbe accaduto dopo le elzionidi midterm, come si sarebbe comportato il presidente dopo aver perso una Camera del Congresso. A meno di 24 ore dalle elezioni, Donald Trump ha pensato bene di silurare il suo ministro della Giustizia Jeff Sessions, dimostrando subito di non sentirsi affatto un presidente dimezzato, come molti democratici avrebbero sperato.


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Il presidente americano non ha mai perdonato al procuratore generale Sessions la nomina di Robert Mueller per il Russiagate e, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe esplicitamente richiesto al suo ministro di lasciare la poltrona. Il rimpiazzo, un sostituto ad interim che per 210 giorni potrà agire come se fosse il ministro della Giustizia senza essere confermato dal Senato, è Matt Whitaker, un fedelissimo del presidente dal curriculum un po’ traballante che è stato protagonista di una rapida scalata a Washington, proprio grazie alle sue esternazioni contro Muller.

Ove mai avessimo avuto dei dubbi, il presidente ce li scioglie: non vivremo un secondo biennio con un Trump indebolito. D’altra parte, la sua governance non si è mai avvalsa del supporto dell’Amministrazione, è sempre stata dettata dal suo stile originale e imprevedibile e la mancanza della maggioranza alla Camera dei rappresentanti non farà che accentuare questa caratteristica.

Migliaia di persone sono scese in piazza in oltre 900 città degli Stati Uniti, per reclamare che l'indagine Russiagate venga tutelata. Il leader di maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnell, ha rassicurato i giornalisti che l’indagine seguirà il suo corso e che Mueller rimarrà al suo posto fino alla fine dei lavori. Ma è difficile che si possa andare verso un impeachment del Presidente, ipotesi continuamente sventolata dalla stampa progressista ma politicamente più complessa di quanto si ritenga.

I Dem dovrebbero concentrarsi sui migliori candidati emersi da queste consultazioni di midterm: doversi affidare ancora al vecchio - pur autorevolissimo - Bloomberg per avere una speranza di poter contrastare il trumpismo è piuttosto avvilente per la più evoluta democrazia del mondo.

Unione Europea - L’esercito europeo di Macron

«L’Europa si deve difendere da sola!». Il presidente francese Emmanuel Macron rilancia l’idea di un esercito europeo che si affranchi dagli Stati Uniti di Donald Trump. 

La questione è tornata sul tavolo dopo l’incontro a Parigi della scorsa settimana, in cui si sono ritrovati i ministri della Difesa dei nove Paesi aderenti all’European intervention initiative, un’iniziativa creata per promuovere interventi congiunti in scenari di crisi, dal terrorismo alle calamità naturali, in cui sia in pericolo la sicurezza europea.

L’Iniziativa europea di intervento è stata lanciata dal presidente francese a settembre dello scorso anno, trovando l’adesione di Francia, Germania, Belgio, Regno Unito, Danimarca, Estonia, Olanda, Spagna e Portogallo, a cui la scorsa settimana si è aggiunta la Finlandia. L’Italia, dopo aver partecipato alla fase iniziale di costruzione dell’iniziativa, con il governo Conte ha deciso di restarne fuori, certo non a seguito di una riflessione strategica sulle nostre esigenze di sicurezza. Macron prevede la costituzione di una forza militare europea impiegabile al di fuori delle prerogative Ue attuali.

L’inquilino dell’Eliseo in un’intervista all'emittente radiofonica francese Europe 1 ha affermato che l'Europa e la sua sicurezza sono «la vittima principale» dell'uscita degli Stati Uniti dal trattato sulle armi nucleari.

Immediata la risposta della Casa Bianca, Trump ha tuonato in un tweet “very insulting”, richiamando l’Europa  ai suoi doveri verso la Nato, cioè a quel famoso 2% del Pil da spendere per la Difesa entro il 2024, impegno preso da tutti i membri dell’Alleanza Atlantica e da alcuni Stati ancora disatteso.

Ma è ormai evidente che l’Europa sta andando oltre e l’Italia rischia di fare il campione inutile di “The Donald”.

@GiuScognamiglio

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