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Triangolo magico: “geopolitica – risk management - investimenti”

Oggi, dopo la crisi, l’analisi geopolitica ha un valore ancor più importante.

 La comprensione delle dinamiche geopolitiche in atto è in stretta correlazione con la previsione dei trend dei mercati. Ciò rappresenta un elemento fondamentale per tutte le multinazionali, come UniCredit. Investire senza tenere conto della complessità dei mercati, delle realtà politiche con cui si entrerà in contatto e del rischio geopolitico è sintomo di una miopia che prima o poi rischia di ripercuotersi sull’investimento fatto. Impossibile pensare di investire in Ucraina senza tener conto ed essere consapevoli di quanto le politiche del Paese siano influenzate dalla strada che sceglierà di percorrere e, soprattutto, dal partner con cui lo farà: Ue o Russia. Possiamo anche andare indietro di vent’anni e guardare agli eventi di allora per dimostrare che una corretta analisi di mercato non può prescindere dalla conoscenza del contesto geopolitico in cui la si colloca. Basti pensare, infatti, che nel maggio del 1990 il Wall Street Journal segnalava la Yugoslavia come il Paese della CEE più promettente per gli investimenti. Esattamente un anno dopo la Yugoslavia cadeva nella guerra civile europea più sanguinosa, mentre vicini come l’Ungheria prosperavano. Per fare poi un esempio in “casa”, relativamente all’Italia, negli ultimi mesi, ma addirittura negli ultimi anni, il maggior rischio per gli investitori è stato di carattere politico. Soprattutto da quando è scoppiata la crisi nell’Eurozona, il sistema politico italiano ha mostrato evidenti segnali di vulnerabilità e inefficienza. In vista del risanamento dell’economia, la maggiore incertezza per gli investitori ha riguardato la tenuta del Governo e l’eventuale apertura di un nuovo periodo di transizione. Dati alla mano: la notizia ad esempio delle dimissioni dell’ex Premier Monti (10 dicembre 2012) fece salire lo spread tra Btp italiani e bund tedeschi a 350 punti base (rispetto ai 300 della settimana precedente); la recentissima crisi di governo (inizio ottobre) secondo le rilevazioni di Bloomberg ha fatto nuovamente salire il differenziale tra Bund e Btp a 288 punti, rispetto ai 229 circa di fine estate. Consapevoli, dell’importanza del rischio politico abbiamo messo a punto una serie di strumenti innovativi per comunicare la nostra esperienza di operatori nel settore finanziario. Uno su tutti: il nostro Political Risk Assessment, un modello di rischio politico homemade che fornisce un rating a varie componenti della stabilità politica nei paesi in cui siamo presenti. Ed east, un’attività editoriale di cui il gruppo è azionista, che aiuta gli imprenditori, e non solo, a capire le tematiche di geopolitica più attuali e più importanti.

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