Militari bangladeshi assediano terroristi a Syleth da quattro giorni

Mentre scriviamo è ancora in corso un'enorme operazione delle forze di sicurezza bangladeshi nella località di Atia Mahal, distretto di Syleth. Da venerdì un gruppo di terroristi si è barricato dentro un palazzo con esplosivi e armi da fuoco, accerchiati dagli uomini del Rapid Action Battalion (Rab), i corpi speciali antiterorrismo. Ad oggi ci sono state almeno sei vittime e quasi cinquanta feriti, mentre le autorità hanno disposto un perimetro di sicurezza del raggio di cinque chilometri, che sta influenzando pesantemente la vita di centinaia di bangladeshi rimasti senza cibo e senza elettricità.

Da venerdì 24 marzo nel distretto di Syleth, nel nord del Bangladesh, sta andando in scena un'enorme operazione antiterrorismo ad opera dei Rab, le forze d'élite bangladeshi. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, da venerdì un gruppo non meglio specificato di terroristi si è barricato al primo piano di un palazzo nella zona residenziale di Atia Mahal, assediati dai reparti speciali della Rab all'interno dell'operazione antiterrorismo Twilight, condotta assieme alla polizia nazionale. Sabato, a poche centinaia di metri dal palazzo, due forti esplosioni hanno colpito la folla, causando almeno sei vittime.

Si tratta di due dei presunti terroristi, due agenti di polizia e due civili, senza contare le decine di feriti trasportati nel vicino Osmani Hospital. Non è chiaro se si sia trattato di un attacco suicida o se, come sembrano lasciare intendere le forze dell'ordine, i terroristi siano riusciti a far detonare l'esplosivo a distanza. Questa seconda ipotesi confermerebbe il timore delle autorità, che parlano di terroristi «molto ben armati e addestrati», che nella base al primo piano del palazzo utilizzata almeno dall'inizio dell'anno avrebbero ammassato grandi quantità di esplosivo.

Per evitare ulteriori vittime, gli uomini del Rab hanno deciso di non sfondare, iniziando un assedio che dura ormai da quattro giorni e che sta mettendo a dura prova la popolazione circostante. I militari hanno infatti disposto un perimetro di cinque chilometri all'interno del quale sono state chiuse le zone residenziali di centinaia di bangladeshi descritti come «lavoratori giornalieri», dipendenti da piccoli impieghi di manodopera non specializzata nel settore rurale. Lasciati senza possibilità di guadagnare la propria paga giornaliera, gli abitanti circostanti la località di Atia Mahal da quattro giorno sono anche senza elettricità e senza cibo, a causa della chiusura coatta di tutti i mercati locali.

L'obiettivo primario, secondo Dhaka Tribune, sarebbe tentare di catturare vivo almeno uno dei militanti asserragliati nel palazzo, così da raccogliere informazioni circa la natura di questo commando terroristico che, dopo un altro attentato sventato al check post dell'aeroporto internazionale di Dhaka di della scorsa settimana (unica vittima l'attentatore) e un attacco suicida nella capitale a metà marzo (2 feriti), ha fatto riemergere in Bangladesh l'emergenza terrorismo.

Nella giornata di sabato lo Stato Islamico pare abbia dato notizia delle esplosioni di Syleth attraverso il proprio canale su Telegram: troppo poco, secondo le autorità bangladeshi, per confermare il coinvolgimento diretto del Califfato nell'attentato. Dhaka da anni sostiene infatti che il terrorismo islamico locale non abbia alcun contatto diretto con lo Stato Islamico ma sia opera indipendente della sigla Jamat ul Mujahideen Bangladesh (Jmb), già responsabile di decine di attacchi terroristici nel paese negli ultimi 15 anni. Un gruppo che sia lo Stato Islamico sia Al-Qaeda starebbero cercando di far rientrare nella propria sfera di influenza.

L'assedio di Syleth è una pessima notizia per il Bangladesh, soprattutto considerando la controffensiva antiterrorismo lanciata dalle autorità all'indomani dell'attentato alla Holey Artisan Bakery di Gulshan, quartiere esclusivo della capitale Dhaka, dove morirono 28 persone tra cui 9 italiani. Le autorità, negli ultimi sei mesi, hanno effettuato migliaia di arresti e raid in tutto il paese, sostenendo di aver colpito molto duramente il network del terrorismo islamico nel paese. Quello che sta succedendo in questi giorni a Syleth ci dice che, come minimo, la strada da percorrere in questo senso è ancora lunga, anche alla luce del contesto politico locale in cui è emersa la minaccia terroristica islamica in Bangladesh, che avevamo cercato di sintetizzare qualche mese fa.

@majunteo

 

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