Cosa ci dice il primo spot indiano con due protagoniste lesbiche

Il portale di acquisti online indiano Myntra lo scorso 28 maggio ha pubblicato su Youtube una pubblicità per la nuova linea di vestiti per donna etno-chic - Anouk - buttandosi a bomba sul tema dell'omosessualità nel paese, tecnicamente illegale con la reintroduzione della legge 377. Lo spot, che ha per protagoniste due lesbiche, ha fatto il giro dei media di tutto il mondo e  in meno di un mese online ha superato 1,8 milioni di visite. È il segno di tempi che cambiano, e limitiamoci a dire questo, un po' meglio.

 Chi scrive è sempre - sempre! - piuttosto polemico quando temi sociali vengono affrontati attraverso il marketing, declinati quindi alle esigenze del business pur nell'intento nobile di affrontare tematiche sensibili, specie quando nessun altro lo fa. Per questo ci ho messo un paio di giorni di riflessioni per trovare una possibile quadra delle mie reazioni alla visione di questo spot di poco più di tre minuti.

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Il tema è chiaro: una coppia lesbo sta aspettando di dichiarare la propria relazione ai genitori di una delle due ragazze, che stanno arrivando a trovarla. Il tutto si sviluppa in una normalità anormale: la tensione quasi non si percepisce (se non vagamente nel mini dialogo alla finestra), l'approccio di entrambe è fin troppo naturale, con scene di regolarità da conviventi (mi presti la tua maglia, mi presti il tuo kajal, quali orecchini mi stanno bene, faccio il caffè?) in un ambiente platealmente fuori dalla realtà. Casa impeccabile, colorata e calda, tutto uno svolazzamento di tende, musica soft di sottofondo: a tratti sembra l'introduzione di un soft porn lesbo nelle ultime evoluzioni della pornografia soffusa, sesso e dolcezza.

L'aspetto irreale è tipico della pubblicità, quindi lo possiamo ritenere un elemento inevitabile e a criticarlo entreremmo nel loop dei sofismi. C'è anche il problema della descrizione di una coppia omosessuale ricalcando i ruoli prestabiliti delle coppie etero: la ragazza coi capelli lunghi è "il maschio", forte e sicura, quella coi capelli corti "la femmina", che tentenna ("sei sicura di quello che stiamo per fare?) ed è vanitosa ("ma sei tu che mi hai detto di tagliarmi i capelli!): io non ho idea di come siano le dinamiche di coppia lesbo ma questo aspetto ha irritato alcune amiche particolarmente sensibili al tema. Lo spot, per loro, impone un'idea di omologazione sentimentale che ricalca la società patriarcale pur nella variante omosessuale. Io sono d'accordo fino a un certo punto, e registro l'appunto.

Su Quartz hanno raccolto le opinioni di tre attiviste Lgbt indiane, due contro e una pro, che riassumono probabilmente l'intero spettro delle reazioni possibili tra le dirette interessate, ovvero le lesbiche indiane. Ci si lamenta della raffigurazione delle lesbiche solo come coppia, negandone una rappresentazione individuale (che, aggiungo io, spesso viene negata anche alla donna eterosessuale, si rischia di infilarsi in un discorso molto più ampio), si criticha l'immagine perfetta e upper-class dello spot, si evidenziano altre sfumature negative pur trovando infine che il nocciolo della pubblicità sia comunque positivo e anti-patriarcale.

Io credo che lo spot sia soprattutto un segno dei tempi. Mi spiego: il fatto che un'azienda "giovane e dinamica", come si dice, come Myntra decida di uscirsene con una pubblicità del genere dà la misura di come il tema dell'omosessualità stia raggiungendo in India una forma definitiva di sdoganamento. Pur nell'upper-class, pur nel patinato, pur scegliendo di affrontarlo nella versione lesbo e non gay, eventualità che avrebbe comportato molti più rischi e, credo, non il consenso quasi unanime della stampa indiana, ma sempre di sdoganamento si tratta.

Dopo questo spot molte più donne prenderanno coraggio e dichiareranno ai propri genitori la propria omosessualità? Non lo so e ne dubito. Questo spot farà da propulsore a una svolta definitiva sui temi Lgbt nel paese (abolizione 377, legalizzazione matrimonio gay etc.)? Credo proprio di no.

Questo spot è semplicemente la cartina al tornasole di una società, o meglio, di una parte di società (che incidentalmente è quella che ha la forza socio-economica di fare le rivoluzioni sociali di cui il paese ha bisogno) che appare sempre più pronta e matura per affrontare temi scottanti e controversi. E, ricacciando in gola la polemica, è un'ottima notizia.
@majunteo

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