Laurea ad honorem per «cooperazione internazionale, pace e diplomazia» a Erdogan in India

Il presidente turco, in visita a New Delhi, ha esaltato il potenziale dei rapporti bilaterali con l'India e ha creato qualche imbarazzo diplomatico immischiandosi nell'affare kashmiro, che Delhi considera questione da risolversi a tu per tu con Islamabad senza interventi esterni. Erdogan ha addirittura ricevuto una laurea ad honorem dalla prestigiosa Jamia Millia Islamia University di New Delhi, sostenuta da motivazioni quantomeno controverse.

La visita di stato del presidente turco Recep Tayeep Erdogan a New Delhi, durante lo scorso week.end, ha destato poco interesse nei media internazionali. Lo stesso non si può dire di quelli indiani, impegnati a rappresentare un intensificarsi dei rapporti tra i due paesi specialmente in chiave economica. Nella conferenza stampa congiunta di Erdogan e Modi, i due leader hanno sottolineato come l'interscambio tra i due paesi, fermo a 6,5 miliardi di dollari all'anno, «non sia abbastanza», prevedendo il superamento della soglia dei 10 miliardi di dollari all'anno «il prima possibile».

Sulla stessa lunghezza d'onda nella lotta al terrorismo internazionale, con riferimenti espliciti a Al-Qaeda e Isis, Erdogan ha sostenuto ufficialmente la posizione di New Delhi circa l'aumento dei seggi permanenti al Consiglio di sicurezza dell'Onu, pallino indiano che chiaramente vedrebbe proprio l'India tra i paesi beneficiari di tale riforma. Per il resto, la conferenza stampa ha dato l'opportunità a Erdogan di descriversi come leader forte e addirittura magnanimo, magnificando il ruolo della Turchia nella gestione dell'emergenza rifugiati della guerra siriana dicendo che «non si dovrebbe diventare dei tiranni, rimanendo impassibili di fronte alle sofferenze degli altri». Posizione quantomeno controversa, considerando la mattanza di rifugiati curdi documentata dalla totalità dei media internazionali e recentemente approdata, di nuovo, anche alle Nazioni Unite, dove si parla di 2000 morti e almeno 500mila sfollati nella Turchia sudorientale negli ultimi due anni.

Durante un'intervista rilasciata al portale di news indiano Wion, Erdogan è intervenuto anche sulla questione del Kashmir, dicendosi disponibile a fare della Turchia uno stato mediatore tra l'India e il Pakistan, guidato dall'«amico» Nawaz Sharif. Una posizione diametralmente opposta all'approccio indiano, che considera il Kashmir un dossier strettamente bilaterale, da risolversi senza l'ingerenza di paesi terzi.

I media indiani si sono particolarmente concentrati su un episodio particolarmente imbarazzante che ha coinvolto l'ateneo Jamia Millia Islamia di New Delhi, tra le università laiche musulmane più prestigiose del paese. L'amministrazione dell'ateneo ha infatti deciso di consegnare al presidente turco una laurea ad honorem in lettere per il contributo di Erdogan «alla cooperazione internazionale, alla pace e alla diplomazia». Campi nei quali Erdogan, come riassunto da Apoorvanand in un articolo pubblicato da Scroll.in, obiettivamente non si può dire abbia brillato negli ultimi anni. Al di là dell'etichetta istituzionale, la laurea ad honorem sembra sia stata insignita a fronte dello sforzo di soft-power esercitato dalla Turchia nell'ateneo, con sempre più borse di studio elargite dal governo turco per scambi accademici bilaterali (proprio mentre la stretta di Erdogan sull'università in Turchia ha colpito oltre un migliaio di insegnanti).

Alcuni studenti di Jamia Millia Islamia, che conta oltre centomila iscritti, pur non organizzando manifestazioni di dissenso pubblico hanno privatamente criticato la scelta dell'ateneo, colpevole di aver sostenuto, con un onorificenza simile, le azioni controverse di un leader dittatoriale colpevole di sistematiche violazioni dei diritti umani.

@majunteo

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