Festeggiano la vittoria del Pakistan contro l'India nel trofeo di cricket: 15 arrestati

Al termine della finale del Champions Trophy di cricket, vinta dal Pakistan contro l'India, in un villaggio del Madhya Pradesh un gruppo di ragazzi tra 20 e i 30 anni ha celebrato l'evento esplodendo petardi e cantando slogan pro-Pakistan: sono stati arrestati in seguito a una denuncia fatta alle autorità locali, accusati di sedizione.

Tifosi pachistani festeggiano la vittoria del Champions Trophy a Lahore, Pakistan.

Domenica 18 giugno si è disputata nel Regno Unito la finale del torneo internazionale di cricket Champions Trophy tra le selezioni nazionali di India e Pakistan. Match dall'alto valore simbolico per precedenti storici sanguinosi e un'ostilità di fondo sobillata dai governi di entrambe le parti, vinto a sorpresa dal Pakistan, per la costernazione di milioni di tifosi indiani.

Nei giorni precedenti la partita sui social network diversi amici avevano postato messaggi concilianti, sottolineando ciò che doveva essere ovvio e invece non lo era: stiamo tutti tranquilli, è solo una partita di cricket.

La notte della sconfitta indiana, secondo quanto riportano i media locali, un gruppo di ragazzi tra i 20 e i 30 anni residenti nel villaggio di Mohad, in Madhya Pradesh, hanno festeggiato la vittoria del Pakistan esplodendo petardi, cantando slogan «pro-Pakistan» e «anti-India» (non è chiaro cosa sia precisamente uno slogan «anti-India», né se il fatto che uno slogan sia «pro-Pakistan» lo qualifichi contemporaneamente come «anti-India») e distribuendo dolci. Su quotidiano India Today si specifica che i ragazzi appartenevano tutto «alla stessa comunità» e che avrebbero sparato dei petardi fuori dalle case della «comunità maggioritaria»: una perifrasi per dire che i ragazzi, musulmani, hanno festeggiato la vittoria del Pakistan a cricket fuori dalle case degli hindu.

A seguito di una denuncia spiccata da Subhash Laxman Koli (hindu), le autorità locali hanno arrestato 15 ragazzi con l'accusa di sedizione; reato di epoca coloniale (massimo della pena: ergastolo) sistematicamente utilizzato dalle autorità per reprimere il dissenso.

Su Indian Express si legge: «L'agente Ramashray Yadav ha spiegato che non ci sono prove video contro gli accusati, poiché i festeggiamenti si sono tenuti quando già faceva buio. Ma, secondo Yadav, gli accusati hanno già ammesso di aver intonato slogan pro-Pakistan, dicendo che è stato "un errore"». 

Inoltre, sempre secondo Indian Express, le autorità locali avrebbero già fatto richiesta alle autorità competenti per sospendere i sussidi governativi a tutti gli imputati, mentre arresti simili sono stati eseguiti anche in Karnataka e a Ujjain, sempre in Madhya Pradesh, con accuse che spaziano dalla sedizione all'incitamento all'odio intercomunitario.

Riassumendo: a fine giugno del 2017, in India, ci sono almeno 20 ragazzi in stato di fermo che dovranno affrontare un processo per aver cantato slogan ed esploso petardi dopo che «un paese vicino» ha vinto una partita di cricket contro l'India.


* Aggiornamento del 22 giugno: le autorità del Madhya Pradesh hanno stralciato le accuse di sedizione mosse contro i 15 arrestati. Rimangono comunque quelle di «disturbo dell'armonia comunitaria».

@majunteo

 

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