Il rischio di opporsi all'estremismo islamico, in bengali

Ananada Bijoy Das, impiegato di banca di 33 anni, è stato ucciso due giorni fa da un gruppo di assalitori mascherati che, in pieno giorno, gli hanno teso un agguato a pochi metri dalla sua abitazione di Syleth, nel nord est del Bangladesh. Lo hanno finito a colpi di machete, reo di appartenere alla categoria dei "blogger atei" invisi a un estremismo islamico assolutamente minoritario nel paese, ma "in crescita". Ecco, ragioniamo un po' su questa "crescita", non a caso tra virgolette.

L'omicidio di Ananada Bijoy Das è il terzo dall'inizio dell'anno con vittime appartenenti alla sfera culturale-atea del paese. Ben più clamore fece, qualche mese fa, l'assassinio di Avijit Roy, scrittore e blogger fondatore del portale collettivo Mukto Mona - mente libera, in bengali - dove vengono raccolti contributi di blogger definiti "atei", "razionalisti", certamente anti islamici quando l'nfluenza dell'Islam (nel caso del Bangladesh, ma immagino valga per qualsiasi religione a livello concettuale) sfori troppo nella gestione laica della Cosa Pubblica.

E il Bangladesh, tecnicamente ma anche nel concreto (secondo la mia misera esperienza sul posto), è sempre stato un paese dove l'identità culturale della popolazione si identificava con la "bengalesità" (letteratura, musica, cibo...) più che con un Islam arrivato in Bangladesh mediato dal sincretismo sufi. In due parole: un bangladeshi è prima di tutto un bengalese, poi un musulmano.

L'aumento di attacchi contro le "voci libere" del Banlgadesh sta coincidendo da un lato con la maggiore diffusione (mediatica prima che fisica) dell'estremismo islamico a livello mondiale (Califfato), dall'altro con una stagione di resa dei conti aperta dal governo di "centrosinistra" guidato da Sheikh Hasina, che nel 2012 ha aperto un processo storico per crimini di guerra andando a colpire molti volti noti della costellazione estremista bangladeshi, accusati di collaborazionismo col Pakistan all'epoca della Guerra di Idipendenza (1971).

Credo che la prima coincidenza lo sia nel modo più letterale possibile, mentre la seconda lega gli assassini di Roy, Das e altri prima di loro con un rapporto di consequenzialità tra l'accerchiamento delle sigle ultraislamiche bangladeshi (Jamaat e Islami su tutte) da parte delle autorità giudiziarie e il susseguirsi di attacchi mirati estremamente spettacolari e simbolici (colpi di machete - rivendicazione online - meccanismo della paura).

Insomma, la situazione bangladeshi deve essere analizzata non all'interno dello scatolone "estremismo islamico internazionale", bensì come lotta tutta interna in un momento di instabilità. Il governo dell'Awami League in queste ore è sotto accusa per l'inazione nei confronti di questi "sicari" estremisti che, a quanto pare, godono di un'impunità controproducente a livello pubblico. Passa l'idea che massacrare qualcuno che non la pensa come te a colpi di machete sia un crimine che il governo non ha l'interesse di contrastare, venendo meno alla difesa - anche fisica - degli "intellettuali" più esposti.

Das lavorava in banca e nel tempo libero scriveva per Mukto Mona, oltre a pubblicare una serie di libri su Darwin e l'evoluzionismo. Tutto in lingua bengali. E il dato della lingua, in questo contesto, è centrale.

La scelta di aprire un blog in bengali operata da Avijit Roy, che viveva negli Usa, è già di per sé una dichiarazione di campo: non ci vogliamo scrivere addosso "tra intelletuali" in inglese (operazione onanistica tipica di una certa classe intellettuale dell'Asia Meridionale), ma vogliamo che le nostre idee abbiano divulgazione massima utilizzando la nostra lingua, creando un ponte tra concetti e nozioni venute "da fuori" così da renderle accessibili "qui dentro".

Lavorando sul medesimo bacino di riferimento dell'estremismo islamico, che avvicina giovani anche "digitalizzati" dei centri urbani, l'effetto di disturbo dell'opera di reclutamento nelle classi medio basse che parlano solo bengali rappresenta per certi versi un'invasione di campo molto determinata.

Far viaggiare idee come l'ateismo, l'evoluzionismo e la laicità a livello ultrapopolare - dove l'Islam spesso esercita un fascino identitario che permette l'uscita dall'anonimato e l'ingresso in un gruppo nel quale il singolo si identifica - è un'opera di sabotaggio fenomenale ai tentativi di crescita dell'estremismo all'interno di un paese laico come il Banlgadesh.

E per questo, senza una tutela maggiore da parte delle autorità centrali che hanno scoperchiato il vaso di Pandora dei crimini di guerra del 1971, si continuerà a pagare caro, con la vita.
@majunteo

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA