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India e Finmeccanica: l'ex maresciallo Tyagi aveva incontrato il dg Giorgio Zappa

Continuano le indagini e le polemiche in India intorno al caso AgustaWestland, la controllata di Finmeccanica che avrebbe venduto elicotteri di lusso all'esercito indiano grazie a una distribuzione di mazzette in India e in Italia. Da due giorni il Central Bureau of Investigation (Cbi, l'Fbi indiana) sta interrogando l'ex maresciallo dell'aeronautica SP Tyagi, l'uomo attraverso il quale sarebbero passati i contatti - e i soldi, dicono gli investigatori indiani - tra i funzionari e i faccendieri di Finmeccanica e i destinatari indiani delle bustarelle, ancora non identificati. Tyagi, che aveva sempre negato ogni coinvolgimento, pare abbia iniziato ad ammettere alcuni dettagli significativi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Indian Express, davanti alle prove mostrategli dal Cbi, Tyagi avrebbe ammesso di aver avuto almeno un incontro - a New Delhi, il 15 febbraio del 2005 - con l'allora direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa. Tyagi, che secondo alcune ricostruzioni avrebbe fatto pressioni sulle autorità indiane per modificare i parametri tecnici della gara d'appalto per gli elicotteri da fornire all'India, farvorendo così Finmeccanica, nel febbraio del 2005 era appena stato promosso al grado di maresciallo e, nota Indian Express, «all'epoca i parametri non erano ancora stati modificati».

La modifica sarebbe avvenuta solo nel marzo del 2006, dopo un anno di discussione tra «senior officers» dell'aeronautica, rappresentati dell'ufficio del primo ministro (all'epoca Manmohan Singh, dell'Indian National Congress) e del ministro della difesa (all'epoca AK Antony, dell'Indian National Congress).

Dal lato politico, il partito di governo Bharatiya Janata Party (Bjp) sta conducendo un'offensiva a tutto campo contro l'Inc, sostenendo il coinvolgimento di Sonia Gandhi e del figlio Rahul (rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Inc) attraverso uomini fidati vicini alla dinastia politica più potente dell subcontinente indiano.

Nomi di consiglieri fidati dei Gandhi apparirebbero nelle carte del tribunale di Milano che qualche settimana fa aveva confermato le attività illecite di Spagnolini (ex ad di Finmeccanica) e Orsi (ex presidente di Finmeccanica). In particolare si fa riferimento a una «nota» in cui il faccendiere Christian Michel indicherebbe Sonia Gandhi come la «forza motrice» dietro l'affare.

Un appunto di cui l'avvocatessa di Michel, Rosemary Patrizi Dos Anjos, ha confermato l'esistenza in una dichiarazione rilasciata all'emittente indiana Times Now.

Dos Anjos ha anche ribadito la volontà del proprio assistito di recarsi in India per rispondere alle domande degli inquirenti, a patto si trovi un accordo per evitare che Michel venga arrestato. Una proposta che il governo federale di New Delhi ha già respinto.

Il Bjp ha annunciato di essere pronto a fare «rivelazioni» che rafforzerebbero la tesi di un'implicazione dei piani alti dell'Inc nel giro di mazzette. Sonia Gandhi ha detto che al Bjp possono fare un po' come pare a loro.

@majunteo

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