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Il razzismo degli indiani contro gli africani minaccia di morte gli studenti di New Delhi

Nell'ultima settimana un'ondata di razzismo si è abbattuta sulla comunità africana di Noida, città satellite di New Delhi con alta concentrazione di studenti africani, soprattutto nigeriani. Tutto è iniziato con la scomparsa di un ragazzo indiano di 19 anni venerdì scorso, imputata dal passaparola collettivo a cinque studenti nigeriani. È l'inizio di una vicenda assurda, che sta mostrando il lato più razzista, ignorante e insensato dell'India settentrionale.

Manish Khari, diciannovenne residente a Noida, era scomparso la sera di venerdì 24 marzo, quando un gruppo di residenti del medesimo quartiere ha deciso di condurre immediatamente delle indagini spontanee basate sul sospetto numero uno: se il giovane era sparito, doveva essere colpa degli studenti nigeriani che vivevano in zona. Secondo i media locali, un gruppo di uomini ha forzato l'entrata dell'appartamento di alcuni studenti, alla ricerca del corpo di Khari. Non trovandolo, la conseguenza è stata rovistare anche nel frigorifero, accusando gli studenti africani di cannibalismo. Se il corpo non c'era, questi africani se lo saranno mangiato.

L'accusa assurda arriva alle porte della polizia, che procede d'ufficio arrestando i cinque studenti per l'omicidio del ragazzo, che però nel frattempo viene ritrovato agonizzante in un parco di Noida. Khari viene trasportato in ospedale, dove morirà il giorno dopo per una presunta overdose. I cinque vengono quindi rilasciati per mancanza di prove, mentre la polizia annuncia di aver iniziato indagini ad ampio spettro per far luce sull'accaduto.

Troppo poco, per la comunità indiana locale, che nella giornata di lunedì organizza una protesta per le strade di Noida partecipata da centinaia di persone. I manifestanti, chiedendo l'immediata espulsione di tutti gli africani dal quartiere, a un certo punto lungo il percorso si scagliano contro quattro africani, salvati solo dall'intervento della polizia. Le autorità dell'Uttar Pradesh - l'enorme stato dell'India settentrionale recentemente passato sotto il controllo dell'ultradestra hindu di Yogi Adityanath, che ha giurisdizione su Noida - hanno denunciato oltre 600 manifestanti per disturbo della quiete pubblica e più di quaranta per tentato omicidio ai danni dei quattro studenti nigeriani.

Nonostante la mancanza di prove e i sospetti basati platealmente su posizioni razziste, il passaparola del «dagli all'africano» corre veloce sui social network, mettendo automaticamente a repentaglio la vita dei tantissimi studenti africani residenti tra New Delhi e le periferie della capitale. La sera di lunedì 27 marzo, in un episodio legato secondo gli inquirenti alla manifestazione della mattinata, due studenti africani sono stati assaliti da decine di indiani all'interno di un negozio di Levi's nel centro commerciale Ansal Plaza, nella parte sud di Delhi, a pochi chilometri da Noida.

Secondo quanto riportato da Scroll.in, il gestore del negozio ha raccontato che almeno 150 persone, vedendo la coppia di studenti, sono entrate con l'obiettivo di linciarli sul posto. Mentre uno dei due era circondato dalla folla che lo prendeva a calci e pugni, l'altro ha tentato di nascondersi in uno dei camerini; trascinato fuori, entrambi sono stati malmenati senza che nessuno intervenisse in loro difesa. I due studenti, probabilmente nigeriani, se la sono cavata con alcune fratture e ferite al volto causate: la folla li aveva presi a cinghiate in faccia.

Le autorità nazionali, anche questa volta, negano di trovarsi di fronte a episodi di razzismo, limitandosi a denunciare gli «atti criminali» della folla fuori controllo. Una posizione incomprensibile, considerando che la comunità africana in India è da tempo oggetto di azioni violente spesso fatali. Solo un anno fa a Delhi sud un insegnante congolese è stato ammazzato di botte dalla folla, mentre due anni prima aveva fatto scalpore questo video girato nella stazione della metro di Rajiv Chowk a New Delhi, dove tre studenti africani cercavano di mettersi in salvo da una folla inferocita di centinaia di persone.

Una situazione che il governo indiano si rifiuta di affrontare e che rappresenta una vera e propria minaccia di morte per le migliaia di studenti africani residenti in India.

@majunteo

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