Nel primo pomeriggio indiano la Corte suprema ha detto che parteciperà all'arbitrato internazionale nel caso dei due marò, accordando inoltre altri sei mesi di licenza in Italia al fuciliere di Marina Massimiliano Latorre. Cosa succede adesso?


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La sentenza di oggi è un nuovo passo verso l'inizio dell'arbitrato internazionale, percorso lungo e tortuoso che avevo provato a schematizzare un pochino qui. La Corte suprema di fatto non si oppone al ricorso italiano a un giudice terzo e, come atto dovuto, chiede al governo centrale (quindi a Narendra Modi) di stilare un rapporto sulla situazione e presentarlo in aula il prossimo 26 agosto.

Nel frattempo, le tappe dell'iter per l'avvio dell'arbitrato prevedono che l'India nomini entro 30 giorni un giudice di parte all'interno della Corte internazionale che si occuperà, presso il Tribunale dell'Aja, della questione della giurisdizione del caso marò (e, lo ripetiamo all'infinito ma lo ripetiamo, NON del merito delle accuse mosse contro i fucilieri Latorre e Girone). Se non dovesse farlo, l'Italia può chiedere che il giudice "indiano" venga nominato d'ufficio, entro 15 giorni dalla scadenza dei 30.

Contestualmente, la Corte suprema ha anche accordato una nuova licenza di sei mesi a Massimiliano Latorre, permettendogli di rimanere in Italia oltre la scadenza della precedente licenza fissata per il prossimo 15 luglio. Contando quest'ultima estensione di sei mesi, la Corte indiana con quattro rinnovi ha portato la durata della licenza "per motivi umanitari" a un anno e tre mesi.

La situazione di Salvatore Girone, ancora alloggiato all'interno delle strutture dell'Ambasciata italiana a New Delhi, non è stata affrontata né dalla difesa né dall'accusa.

La notizia dell'ok della Corte all'arbitrato è positiva, poiché esclude un braccio di ferro tra Italia e India. Ora bisognerà vedere con che spirito la Corte indiana parteciperà all'arbitrato, ovvero se inizierà a fare ostruzione oppure se collaborerà per un esito spedito dell'iter, che già di per sé è complesso e lungo.

In definitiva, la questione dell'arbitrato mi sembra una mossa per prendere ancora più tempo e procedere a livello diplomatico per una risoluzione "di facciata" della questione più delicata a livello di opinione pubblica: l'obbligo di rimanere in India per Salvatore Girone.
@majunteo

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