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La triste storia della "signora Modi"

La scorsa settimana Narendra Modi ha consegnato i moduli per candidarsi nella circoscrizione di Vadodara in Gujarat e, per la prima volta, ha indicato di essere sposato con la signora Jashodaben. Informazione accuratamente tenuta segreta lungo tutta la carriera politica del leader del Bjp.

 

La storia è diventata immediatamente carne da macello per i media indiani e per una parte del Congress, impegnata in critiche davvero spiacevoli circa la riservatezza di Modi, travisandola nel simbolo del poco rispetto che il leader tributerebbe alle donne disconoscendo un matrimonio avvenuto in circostanze estremamente tradizionali.

Secondo le ricostruzioni, Modi e Jashodaben si sarebbero uniti in matrimonio combinato all'età di 17 anni - alcuni dicono addirittura 13 anni - per accondiscendere al volere delle famiglie. Il matrimonio, dettaglio da non trascurare all'interno dell'humus dell'ultrainduismo, non è mai stato "consumato": in tre anni di convivenza a casa dei genitori di Modi, i novelli sposini avrebbero passato insieme non più di tre mesi. Modi "era sempre ai circoli della Rss", ha dichiarato alla stampa Jashodaben, attività che avrebbe anticipato il suo vagabondare "come un sannyasin" (rinunciante, asceta hindu), pararasando la leggenda della gioventù modiana.

In sostanza, Modi avrebbe fatto baracca e burattini e "abbandonato" la propria moglie a casa dei genitori, tagliando ogni contatto con Jashodaben da quarant'anni a questa parte. Lei se ne sarebbe poi tornata a casa dei propri fratelli finendo per insegnare in una scuola elementare nel Gujarat rurale fino all'età del pensionamento. Tecnicamente, quindi, il rapporto tra Modi e sua moglie non è assimilabile in nulla che somigli a un matrimonio oltre le firme di un documento, ma tant'è, le elezioni qui sono ancora lunghe e i giornali devono uscire, i giornalisti devono campare, bisogna creare il fermento per arrivare degnamente indignati almeno fino al 16 maggio.

Il primo magazine a risalire a Jashodaben è stato Open, nel 2009, con un tentativo di intervista andato a male. Haima Deshpande, giornalista di Open, era riuscita a rintracciare la scuola elementare dove insegnava la moglie di Modi, all'inizio entusiasta di poter parlare con la stampa ma in seguito, come si legge nel pezzo, improvvisamente reticente, allergica alla giornalista subito dopo aver parlato con il preside della scuola che - evidentemente - aveva informato "i piani alti" dell'accaduto.

Dopo quel pezzo, oltre tre anni di silenzio, finché il New Indian Express riesce a convincere la "moglie di Modi" a parlare nuovamente alla stampa, nel febbraio del 2014. L'intervista - della quale si può leggere uno stralcio qui - comprende domande del calibro di "se Modi diventasse primo ministro vorresti tornare a vivere con lui, se ti richiamasse?", poste a una signora di 62 anni.

Tutto molto triste e poco rispetto per le donne - ma anche banalmente per la vita privata delle persone - da ogni parte la si guardi.

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