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Orrore in Jharkhand: uomini linciati dalla folla, i video diventano virali

In una settimana i video del linciaggio di sei uomini sono diventati virali grazie alla diffusione su Whatsapp, servizio dove da tempo giravano avvisi non verificati alla popolazione del Jharkhand orientale: attenti ai rapitori di bambini, proteggete i vostri figli. La folla ha deciso di farsi «giustizia» da sola, senza che la polizia - pur presente anche nei video - abbia indagato e confermato i sospetti.

I fatti occorsi la scorsa settimana nei villaggi nei pressi di Jamshedpur, nello Stato indiano del Jharkhand, sono esemplificativi della minaccia costante del cosiddetto «mob effect» in un Paese dove la fiducia nelle autorità e nei media va erodendosi senza inversione di tendenza.

Tutto è cominciato qualche settimana prima, quando via Whatsapp sono iniziati a circolare diversi messaggi in cui si metteva in guardia la popolazione locale dalla presenza di «rapitori di bambini» nell'area, descrivendo catture da parte della popolazione civile corredate da foto di bambini tenuti in cattività. I messaggi, non verificati e da mittenti ora nel mirino delle indagini delle autorità locali, non hanno fatto altro che esacerbare la rispettiva diffidenza tra le due comunità maggioritarie nell'area: i musulmani dei centri urbani, i tribali delle campagne, i figli dei quali venivano indicati come le vittime predilette dal racket di minori.

Tra il 12 e il 18 maggio, in tre episodi distinti tutti ripresi dalle telecamere degli smartphone, sei uomini sono stati linciati da folle composte interamente da tribali, convinti di aver messo le mani su dei rapitori di bambini. In almeno un caso, secondo quanto riporta Indian Express, tre vittime della furia popolare sono state inseguite per due ore nelle campagne del Jharkhand, prima di essere massacrate alla presenza di uomini delle forze dell'ordine incapaci riportare la calma.

Nei video vengono mostrati i presunti rapitori di bambini - anche se al momento si può solo confermare fossero dei commercianti di vacche, di fede musulmana - ricoperti di sangue mentre implorano la folla di salvare loro la vita. I video, inoltrati dai parenti delle vittime alla polizia, sono ora al vaglio degli inquirenti per identificare chi ha partecipato ai pestaggi collettivi.

Con sei morti provenienti dalla propria comunità, i musulmani dell'area sono sul piede di guerra e, nella giornata di sabato, si sono scontrati con le forze di polizia di Jamshedpur. La polizia ha arrestato due persone e ne sta interrogando a decine, mentre la comunità tribale circostante il centro urbano rischia di diventare oggetto della rappresaglia della comunità musulmana.

Come rilevato sia dalle autorità di polizia, sia dai rappresentanti più autorevoli della comunità tribale locale, esiste un problema legato ai «social media». Parafrasando le parole di Ramesh Murmu del villaggio di Udada, rilasciate all'Indian Express: «La maggior parte dei giovani hanno uno smartphone e passano molto tempo sui social media. Ma manca loro la maturità per capire a cosa credere e cosa no. Quando hanno letto i messaggi dei rapitori di bambini, ci hanno creduto. Suonavano così veri...».

Al di là del problema di interpretazione e riconoscimento della veridicità delle catene di Sant'Antonio su Whatsapp, esiste un problema di fiducia nei confronti delle forze dell'ordine che, come spiegato dai leader della comunità tribale sulla stampa locale, spesso ignorano le richieste di aiuto o collaborazione da parte dei tribali. È successo, ad esempio, proprio quando questi messaggi hanno iniziato a girare tra gli smartphone della comunità: i leader tribali hanno chiesto alle forze dell'ordine di intervenire per rassicurare gli animi e verificare se davvero esistesse il rischio di sparizioni di bambini nell'area, ma la polizia non ha fatto nulla. A quel punto, alcuni tribali hanno deciso di difendere la propria comunità da soli, con le conseguenze disastrose che abbiamo raccontato.

@majunteo

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