Pakistan nell'alleanza islamica anti terrorismo dell'Arabia Saudita: «Non lo sapevamo»

Martedì 15 dicembre, in una conferenza stampa ad hoc, l'Arabia Saudita ha annunciato in pompa magna la creazione di un'«alleanza islamica» anti terrorismo: un gruppo di 34 stati musulmani determinato a combattere «ogni gruppo terrorista che ci troveremo di fronte». Nel gruppo dei 34 è stato elencato anche il Pakistan. Che però, a quanto pare, non ne sapeva niente.

È opinione comune che l'annuncio di Riyad, pronunciato in una - rara - conferenza stampa dal principe e ministro della difesa saudita Mohammed bin Salman , sia stata una bella trovata di marketing nel tentativo di dissipare le voci che vorrebbero il regno saudita come sostenitore e finanziatore «occulto» di Daesh.

Per questo, incassando immediatamente l'apprezzamento di Washington per l'iniziativa, l'Arabia Saudita ha formato un gruppo di 34 paesi «provenienti dal mondo musulmano» che si dovrebbero opporre al terrorismo internazionale. Nel comunicato non si cita mai Isis né si specifica come e quando questa presunta alleanza dovrebbe agire in modo concreto. Si sono elencati solo i membri, tra cui il Pakistan, appunto, senza però che nessuno a Islamabad ne sapesse nulla.

Secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampa locale da funzionari del ministero degli esteri pakistano, la diplomazia di Islamabad ha scoperto di far parte dell'alleanza saudita «dai giornali», chiedendo immediatamente lumi al proprio inviato a Riyad. Che ha confermato di non saperne assolutamente niente.

Su Dawn ricordano come l'Arabia Saudita non sia nuova a questo tipo di scherzetti col Pakistan: Islamabad era stata annoverata tra gli alleati sauditi impegnati nell'offensiva in Yemen, tanto da mostrarne la bandiera nel media center dell'alleanza. Solo che anche quella volta nessuno aveva parlato coi pakistani, che infatti hanno dovuto chiarire che il Pakistan, di andare a bombardare lo Yemen, non ne aveva la minima intenzione.

Come il Pakistan - che ha specificato di non poer né voler intervenire da nessuna parte, in assenza di precise direttive dell'Onu -  diversi paesi coinvolti a loro insaputa dallo zelo antiterrorista saudita sono stati costretti a chiarire le proprie intenzioni, travisate dall'annuncio arraffazzonato del principe Mohammed (che ha elencato Uganda, Gabon e Benin, tra gli altri, come paesi musulmani, quando nei tre stati i cristiani superano abbondantemente l'80 per cento della popolazione): l'Indonesia ha detto di essere «in attesa di ulteriori chiarimenti sulle modalità di intervento», mentre la Malaysia ha detto chiaro e tondo che non ci sarà nessuna partecipazione delle truppe di Kuala Lumpur.

Nel frattempo la «sede amministrativa» dell'alleanza è stata fissata a Riyad. Immaginiamo non sarà molto popolata.

@majunteo

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