eastwest challenge banner leaderboard

Più cessi meno templi

L'importante è che se ne parli, caposaldo delle campagne elettorali e di marketing, vale anche in India. E l'unico candidato già deciso per le politiche del 2014, Narendra Modi, in mancanza di contraltare è costretto a dire tutto e il contrario di tutto.

 

L'ultima dichiarazione di NaMo a guadagnarsi i titoli della stampa riguarda l'annosa questione dei servizi igienici in India. Sul problema si è scritto e detto a profusione, evidenziando come nell'India rurale ci siano molti più telefonini che gabinetti, descrivendo la presenza o meno di servizi igienici in casa come discriminante per la selezione del marito nei matrimoni combinati, enumerando le truffe ai danni dello stato con funzionari locali che si intascavano miliardi di rupie promettendo la costruzione di bagni alla fine mai realizzati.

Per dare l'idea della portata del problema consiglio di dare un'occhiata a questa serie di tabelle e mappe messe insieme da IBNLive: come si può notare dalla prima mappa, in ampie zone dell'India la percentuale di abitazioni senza bagno supera il 70 per cento, con ripercussioni sulla salute della popolazione non difficili da immaginare.

In un recente comizio Narendra Modi ha toccato anche questo punto, tuonando con lo slogan evocativo "prima di costruire templi costruiamo gabinetti". Modi, ricalcando una dichiarazione identica rilasciata alcune settimane prima dal ministro per lo Sviluppo rurale Jairam Ramesh (esponente del Congress, quindi il nemico), affiancando i templi ai cessi ha fatto indignare i capi della sua area politica di riferimento, gli estremisti hindu. Attenzione: ha infastidito i capi, non la base del movimento, che appare totalmente stregata dal carisma del leader del Gujarat.

Praveen Togadia, supremo della Vishwa Hindu Parishad (Vhp), ha bollato l'accostamento di Modi come "un insulto alla società hindu", ma le migliaia di attivisti del Vhp se ne sono stati buoni al loro posto. Quando lo stesso appunto era stato fatto da Ramesh - racconta il magazine Tehelka - gli attivisti della Sangh (l'unione di tutti i movimenti estremisti hindu del paese, da dove proviene lo stesso Modi e grazie alla quale è stato nominato come candidato per il Bjp) hanno pisciato in alcune bottiglie e le hanno lasciate fuori dalla casa del ministro del Congress.

Non si capisce ancora bene se Modi e la Sangh stiano inscenando un modesto gioco delle parti, cercando di attirare verso destra i voti dei moderati con le dichiarazioni di Modi e mantenere allo stesso tempo l'elettorato estremista difendendo le istanze nazionaliste hindu tramite altre personalità politiche, oppure se Modi stia davvero cercando di scrollarsi di dosso la nomea di ultrainduista nel tentativo di rivendersi come un leader dal respiro nazionale.

Di certo questa campagna elettorale, nell'attesa che il Congress si decida a nominare il suo cavallo vincente o - come fatto in passato - opti per nominare il premier solo dopo l'esito delle elezioni, la sta impostando Narendra Modi. E se siamo arrivati già a più cessi meno templi, il suo team sta iniziando a raschiare il barile.

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA