Scontri tra hindu e musulmani in Bengala Occidentale e il ruolo delle fake news

Nel distretto sud-orientale del Bengala Occidentale, al confine con il Bangladesh, da una settimana la comunità islamica locale sta attaccando le case e i negozi degli hindu, reazione a un'immagine poco rispettosa del profeta Maometto condivisa sui social network. Gli scontri, amplificati dalle fake news prodotte anche da membri del partito di governo federale Bharatiya Janata Party, diventano pretesto per aizzare l'odio intercomunitario a livello nazionale.

Domenica 2 luglio, nel distretto North 24 Parganas del Bengala Occidentale, gruppi di musulmani hanno attaccato le case e i negozi della comunità hindu della città di Baduria, in risposta a un'immagine di Maometto e della Kaaba modificata con Photoshop e fatta circolare sui social network. Secondo le autorità locali, la foto era stata caricata online da uno studente di 16 anni, arrestato dalla polizia di Baduria e al momento in stato di fermo in una località sconosciuta. Lo studente avrebbe negato di essere l'autore dell'immagine modificata.

Nel frattempo, gli scontri intercomunitari contro la maggioranza hindu - allargatisi a macchia d'olio nelle aree circostanti Baduria, al momento si conta una sola vittima - hanno infiammato l'ambiente politico del Bengala Occidentale, con le opposizioni all'attacco della chief minister Mamata Banerjee, già al centro delle polemiche per la gestione quantomeno controversa delle proteste nel nord dello stato, in Darjeeling. Banerjee, presidentessa del Trinamool Party e capo del governo locale del Bengala Occidentale dal 2011, è accusata da esponenti del Bharatiya Janata Party (Bjp) di aver promosso una serie di politiche favorevoli alla comunità musulmana, che in Bengala Occidentale rappresenta il 27 per cento della popolazione totale. Un favoritismo che, assieme alla presunta inazione delle forze dell'ordine sotto il controllo di Banerjee negli scontri dell'ultima settimana, ha permesso all'opposizione del Bjp di aprire un altro fronte contro l'amministrazione del Trinamool Party, dopo il sostegno formale della protesta dei Gorkha in Darjeeling.

Da anni il Bjp sta cercando di consolidare una posizione politica rilevante in Bengala Occidentale, il secondo stato federato più popoloso dell'India, che garantisce un alto numero di seggi nel parlamento federale. E i riot di quest'ultima settimana rappresentano un'occasione ghiotta per mettere in moto la macchina della propaganda hindu, alimentata da una serie di fake news fotografiche. Si tratta di un case study esemplificativo di una tendenza già discussa in un bel pezzo d'opinione pubblicato sul New York Times nel mese di giugno: il circolo vizioso delle fake news diffuse via social network che portano a sommosse popolari e linciaggi.

Nel caso in questione, gli scontri locali sono stati amplificati sui social network servendosi di immagini relative ad episodi del tutto non correlati alla situazione nel Bengala Occidentale. Scroll.in, in questo pezzo, ha messo in fila i casi più eclatanti, da foto di macchine alle fiamme risalenti agli scontri tra hindu e musulmani in Gujarat nel 2002 (a vittime invertite), passando per pestaggi di hindu occorsi in Bangladesh, fino al fermo immagine di un film bhojpuri (la lingua parlata nell'Uttar Pradesh orientale) fatto passare per un tentativo di stupro di massa contro una ragazza hindu.

L'ultima immagine, in particolare, è stata condivisa per la prima volta da Vijeta Malik, leader del Bharatiya Janata Party dello stato dell'Haryana (a più di 1000 km dal Bengala Occidentale, vicino New Delhi), aizzando ancora di più gli animi. La circolazione di fake news è diventata un problema serio per la polizia del Bengala Occidentale che, in questi giorni, ha iniziato ad arrestare gli autori dolosi di immagini simili.

Unica nota positiva, ripresa dall'Indian Express: pare che la comunità musulmana di Baduria stia già raccogliendo fondi per aiutare i concittadini hindu a ricostruire le proprie case o far ripartire le proprie attività, dando la colpa degli scontri ai giovani locali e a non meglio specificati «outsiders». 

@majunteo

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