Trump stringe la normativa sui visti di lavoro, India preoccupata

Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo destinato a riformare profondamente il procedimento di rilascio del visto H-1B, un permesso di soggiorno lavorativo che per decenni ha permesso l'ingresso negli Usa a decine di migliaia di indiani impegnati nei settori di hi-tech e informatica. Le aziende indiane negli Usa saranno le più colpite e New Delhi, comprensibilmente, è preoccupata.

 Il visto H-1B per decine di migliaia di indiani ha rappresentato per decenni la scorciatoia più immediata per coronare il sogno dell'American Dream. Si tratta di un visto rilasciato attraverso una società-sponsor con sede negli Usa che permette di dare impiego per tre anni a un lavoratore «highly skilled» non-americano in settori specifici come hi-tech e informatica fissando un minimo salariale decisamente competitivo rispetto alle paghe riservate a lavoratori di pari competenze. Annualmente gli Usa rilasciano un massimo di 85mila visti H-1B con una lotteria a random, estraendo i «biglietti vincenti» dal bacino di richieste arrivate allo U.S. State Department dalle aziende in gara. La maggior parte delle aziende sono indiane e, di riflesso, gran parte degli 85mila lavoratori stranieri altamente specializzati che entrano ogni anno negli Usa sono sempre stati cittadini indiani.

Una «tradizione» consolidatasi grazie a un tetto minimo di retribuzione di 60mila dollari all'anno che ha permesso a giganti dell'hi-tech indiano - Tata, Wipro, Infosys... - di assumere nelle proprie filiali americane un esercito di giovani ingegneri informatici indiani altamente qualificati a prezzi assolutamente competitivi, considerando che posizioni simili per ingegneri informatici statunitensi vengono pagate più del doppio.

Il 18 aprile scorso, dopo settimane di indiscrezioni e timori di un giro di vite, Trump ha firmato l'ordine esecutivo «Buy American, Hire American», in linea con le promesse elettorali dell'«America First» per tutelare i lavoratori statunitensi dall'«invasione» dei lavoratori migranti specializzati. Nel documento, tra le altre, si stabilisce che dal prossimo anno il minimo salariale per i lavoratori chiamati negli Usa attraverso il visto H-1B sarà alzato a 120mila dollari all'anno, di fatto raddoppiando la soglia precedente e depotenziando, per le aziende Usa, l'appetibilità di un meccanismo che permetteva di assumere lavoratori specializzati a prezzi competitivi per il mercato statunitense.

La misura andrà a colpire con violenza sia i bilanci delle principali compagnie hi-tech indiane negli Usa sia le aspirazioni americane di centinaia di migliaia di studenti indiani, per cui approdare negli Usa rappresenta un punto d'arrivo della carriera studentesca e un punto di partenza prestigioso per quella lavorativa.

Indian Express indica che il mercato Usa rappresenta il 60 per cento del giro d'affari del comparto hi-tech indiano - che si stima, complessivamente, valga 150 miliardi di dollari all'anno - e una manovra del genere non può non preoccupare enormemente l'amministrazione di New Delhi, tanto che il ministro delle finanze Arun Jaitley, pochi giorni dopo la firma di Trump, in un incontro bilaterale col ministro del tesoro statunitense Steven Mnuchin ha sollevato le preoccupazioni ufficiali del governo indiano.

Intanto, sia gli impiegati indiani già residenti negli Usa sia gli aspiranti ingegneri informatici che speravano di aggiudicarsi un visto H-1B stanno correndo ai ripari. Complice l'ondata di razzismo che negli ultimi mesi ha negli Usa ha preso di mira anche la comunità indiana, sempre più indiani negli Usa stanno cercando di invertire la tendenza, a caccia di posti di lavoro in India. Secondo i dati indicati da Quartz India, tra dicembre 2016 e Marzo 2017 gli indiani residenti in Usa alla ricerca di posti di lavoro in India sono stati più di 7000.

Un «ritorno a casa» guidato dalla necessità più che dal piacere, anche perché la stretta di visti di lavoro per ingegneri specializzati pare essere una tendenza diffusa ben oltre i confini statunitensi: sempre Quartz ha messo in fila una serie di misure simili introdotte recentemente dai governi di Regno Unito - in scia al fenomeno Brexit - Australia, Nuova Zelanda e Singapore, tra le mete predilette degli impiegati nell'hi-tech indiani.

@majunteo

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