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Una valanga su Tehelka

Dopo le accuse di molestie mosse contro direttore del magazine Tejpal, Tehelka è entrato nel mirino della stampa nazionale, della politica e dell'opinione pubblica. Siamo di fronte a un sogno che si infrange.

Mi rendo conto che approfondire le vicende che stanno portando alla disgregazione di Tehelka, o almeno alla demolizione della propria autorevolezza, al lettore italiano paia una questione decisamente risibile. Ma nel contesto indiano si tratta probabilmente di una delle storie dell'anno. Chi ha vissuto in India può capire meglio la portata dell'evento; per gli altri, posso provare a tracciare un paragone ipotetico: è come se domani uscisse sui giornali che una reporter dell'Espresso, dopo sei mesi di articoli e reportage contro lo stupro in Italia, fosse stata molestata dal direttore e il resto dei pezzi grossi della redazione facesse quadrato attorno al capo, cercando di sottrarlo alla giustizia.

Con le dovute proporzioni, in India si sta assistendo alla demolizione giornaliera di un pezzo della storia del giornalismo indiano e per chi ha apprezzato fin dal primo momento il lavoro di Tehelka è uno spettacolo doloroso.

Al momento la polizia di Goa ha denunciato Tejpal per stupro, la presunta vittima ha rassegnato le dimissioni dala testata ed è a casa in stato di shock, mentre lo stesso Tejpal, in accordo con gli avvocati, la accusa a sua volta di aver mentito.
Shoma Chaudhury, l'attuale direttrice dopo le dimissioni di Tejpal, viene accusata di aver tentato di difendere il proprio direttore minimizzando la portata del crimine pur essendone a conoscenza.

Arundhati Roy, ex amica di Tejpal, ha scritto su Outlook un intervento durissimo contro il magazine e il direttore, dando loro dei codardi dicendo che Tejpal si sta comportando esattamente come il resto degli stupratori: minando la credibilità della vittima la sta "violentando una seconda volta".

Nella redazione, oltre alle dimissioni della reporter, si contano al momento anche quelle di altri tre editor, un fuggi fuggi destinato con ogni probabilità a continuare.

Considerando che la stessa redazione aveva prodotto questo gioiello del giornalismo d'inchiesta proprio a pochi mesi dallo stupro di Delhi, uno squarcio all'interno della psiche maschile indiana quando si tratta di molestie sessuali, l'evolversi degli eventi che ne interessano la figura predominante e simbolo sono l'anticamera della fine di una rivista anomala nel panorama indiano: indipendente, sfrontata, coraggiosa e puntuale. Un vuoto che, per chi osserva e prova a raccontare l'India di oggi, sarà molto difficile da riempire.

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