Attacco al cuore dell'Europa: la religione non sia motivo di divisione

«Sono diciotto mesi che vengono attaccati dei civili, ora si minacciano simboli religiosi prendendo a pretesto la nostra religione, questo non è più possibile» con queste parole commenta Mohammed Karabila l’Imam della moschea nata nel 2000 proprio su una parte di terreno offerta dalla parrocchia cattolica della città di Saint Etienne du Rouvray , come riporta Le Point ricordando l’amico parroco Jacques Hamel, insieme facevano parte di un comitato interconfessionale.

People walk past the church Sainte Therese in Saint-Etienne-du-Rouvray near Rouen in Normandy, France, July 27, 2016. REUTERS/Pascal Rossignol

Gli attacchi terroristici in Europa

Gli attacchi terroristici negli ultimi tempi si sono intensificati in Europa, in questi mesi sono stati continui, senza pause. Si tratta di una guerra a pezzi, che tenta di dividerci tra religioni e modi di vivere. Solo nel 2015 , secondo quanto riportano i dati di Europol , 211 in sei paesi tra attacchi falliti, tentati e completati , 151 persone sono morte e 360 sono state ferite. Gli arresti in Europa, secondo gli ultimi dati , sono almeno 1077 per reati legati al terrorismo, 424 solo in Francia. Nel 94% dei casi le persone sotto processo per jihadismo , sono state considerate colpevoli e sottoposte a pene.

Il report di Europol sulla situazione del terrorismo in Europa sottolinea due aspetti preoccupanti: la minaccia è rinforzata da un numero consistente di terroristi combattenti stranieri e allo stesso tempo crescono anche i sentimenti razzisti, nazionalisti , xenofobi e anti semiti attraverso l’Ue , che sfociano nei movimenti dell’estrema destra.

Al momento un grande percentuale dei combattenti stranieri che viaggiano verso la Siria e l’Iraq è costituìta da donne.

Mentre non ci sono prove che i terroristi possano utilizzare le rotte dei rifugiati per entrare in Europa: gli attentatori sono spesso nati e cresciuti nei nostri paesi, sono seconde e terze generazioni , spesso ai margini della società, con vite di espedienti, atti criminali e droga. Oltre ai lupi solitari, agli ex combattenti, non possiamo non pensare che giochi un ruolo fondamentale anche una mancata integrazione. Perché questi lupi solitari sono anche frutto delle nostre banlieau e periferie, dove i terroristi hanno terreno fertile . Non sempre c’è una valida alternativa ad aspettarli, mancano di un senso di appartenenza alla nostra società, dalla quale sono stati esclusi forse fin dall’inizio.

Strategie piccole e grandi per combattere il terrorismo

Sempre più urgente come ormai da tempo, forse troppo, si ripete, la necessità di una intelligence europea, uno scambio di informazioni tra stati membri che sia il più efficace possibile senza gelosie o egoismi di sorta. E questo è necessario riguardo al fenomeno che ormai ci troviamo largamente in casa. Ma dall’altra non ci possiamo scordare che ci sono diverse azioni politiche che dovrebbero essere messe in campo sul territorio, perché se non si può più parlare solo di lupi solitari si deve tener conto di tutti quei disperati, depressi con problemi psichiatrici o ai margini della società, abbandonati ad internet, su i quali il fenomeno di reclutamento Isis trova sicuramente terreno fertile. Viene da pensare che anche attraverso i social si dovrebbe creare un’ alternativa positiva che attragga queste persone su canali positivi, un’operazione sul territorio con politiche di integrazione e formazione ma anche a livello digitale. Passeggiando vicino alle case popolari di un quartiere abbastanza centrale , come può essere a Bruxelles o in un’altra città europea, non è difficile notare ragazzi , adolescenti o minori abbandonati a sé, sul ciglio della strada, sguardi persi senza speranza di futuro. Così a quei ragazzi a un certo punto si avvicina un suv, viene loro intimato di avvicinarsi , ma non è dato sapere quale sia l’incarico affidato a questi ragazzi prede di tutti in cambio di qualche soldo magari solo per sconfiggere la noia e la miseria per qualche istante. Può essere oggi un furto, ma domani?

@IreneGiuntella

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