Cambio di strategia negli attacchi terroristici, rapporto Europol

Ci sono tutte le ragioni per credere che l’Isis o altri gruppi terroristici possano compiere altri attacchi in Europa e in particolare in Francia. Si vuole colpire la popolazione in modo casuale e in luoghi di massa. Così inizia un amaro rapporto di Europol “Changes in modus operandi of Islamic State terrorism attacks” che sottolinea la necessità che lo scambio di informazioni tra gli stati si sviluppi più efficientemente.

An ornament is seen at the makeshift memorial for the victims of the Paris attacks at the Bataclan concert hall in Paris, December 22, 2015. Notes, poems, drawings, flowers and other tokens of rememberance and defiance were left by passers-by at informal memorials in front of the sites of the November shooting attacks, in Paris, in which 130 people were killed. REUTERS/Eddie Keogh

In questo report, pubblicato a gennaio 2016, quindi prima degli attacchi a Bruxelles e presentato in questi giorni al Parlamento, si afferma che non ci sia alcuna prova che i terroristi viaggino attraverso i flussi dei migranti per non essere notati e identificati. Ci sono report che mostrano come i centri per i rifugiati siano anch’essi nel mirino dei reclutatori dell’Isis. Tuttavia c’è la possibilità, affermano gli autori del report, che tra i rifugiati siriani vi siano dei musulmani sunniti più facilmente prede della radicalizzazione una volta in Europa da parte dei reclutatori estremisti dell’IS.

Il cambio di strategia negli attacchi terroristici Isis

Le investigazioni susseguitesi dopo gli attacchi di Parigi hanno evidenziato come la strategia dell’Isis stia diventando globale, e che vi sia la possibilità di attacchi in diversi stati Ue. Secondo l’Intelligence, l’Isis avrebbe sviluppato un commando di azione esterna preparato per gli attacchi in un ambiente internazionale. Le cellule IS che stanno attualmente operando in Europa, tiene a precisare Europol, sono locali o comunque già interne ai paesi, i terroristi possono essersi formati in Siria e poi tornati in Ue, ma non necessariamente. L’elemento religioso nel reclutamento o nella radicalizzazione è stato sostituito da elementi sociali come il senso di appartenenza a un gruppo. Difatti l’impressione di far parte di un gruppo preso a modello può ben giocare un ruolo nella radicalizzazione. Durante gli attacchi religiosi i kamikaze si considerano più eroi che martiri religiosi. Ad una gran parte dei combattenti stranieri (almeno il 20%) sono stati diagnosticati problemi mentali prima che si unissero all’IS. La maggior parte , circa l’80%, ha segnalazioni per crimini, per reati che possono essere piccoli ma anche più seri.

Attacchi terroristici, tra preparazione e distacco emotivo

Ciò che è aberrante è che la natura e la struttura dell’IS rende possibile ai terroristi di operare attacchi in maniera emotivamente distaccata come si è visto negli attacchi di Parigi. Non c’è ad oggi una prova definitiva del ruolo che gioca l’uso di droghe nell’arrivare ad uno stato mentale simile. Preoccupante è anche che, secondo il report, nello scegliere come, dove e quando compiere un attacco l’Isis mostra di poter colpire quando vuole in ogni momento e qualsiasi target di persone abbia scelto. Ma non si deve dimenticare, afferma l’Europol che l’Isis non è l’unica organizzazione terrorista di ispirazione religiosa a minacciare i paesi occidentali, ma si deve tener conto anche di Al-Qaeda e in generale l’Ue deve concentrarsi in una battaglia contro il terrorismo di larga portata che comprenda una vasta gamma di gruppi terroristici. Allo stesso tempo questo cambiamento nelle azioni terroristiche contro gli stati occidentali, permette di capire la minaccia di questi gruppi e di capire gli scenari futuri e di rendere gli stati più preparati rispetto a futuri attacchi e anche a favorire lo scambio di informazioni tra paesi. Ci sono prove però che alcuni piccoli campi di preparazione per i terroristi esistano anche in alcuni stati membri e nei paesi balcani, le attività sportive sono utilizzate spesso come formazione alla resistenza. Analizzando i profili dei combattenti stranieri che hanno deciso di unirsi all’Isis, è evidente che il reclutamento può avvenire rapidamente, senza la necessità di un lungo processo di radicalizzazione.

@IreneGiuntella

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA